Errata manovra durante l’intervento, sanitari sotto inchiesta

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errata manovra

Si indaga sul decesso di un 51enne morto in seguito a un intervento all’ospedale di Salerno. La relazione dei periti parla di errata manovra durante l’operazione

Sarebbe da ricondurre a una “errata manovra” la morte, risalente allo scorso giugno, di un operaio di 51 anni all’ospedale Ruggi di Salerno. Una tragedia per la quale ora i componenti dell’equipe chirurgica che operò il malcapitato rischiano di finire a giudizio.

L’uomo, padre di due figlie, era finito sotto i ferri  per l’asportazione di una massa grassa sul rene destro. Come riportato dal Mattino, i familiari erano stati messi a conoscenza dell’insorgere di un problema durante l’operazione. Nello specifico, i medici avrebbero riferito che al paziente era stata tagliata verticalmente la vena cava all’altezza dell’addome. Un incidente che aveva reso necessario un secondo intervento d’urgenza per rimediare all’errore commesso.

Ai parenti era stato spiegato che il loro congiunto aveva perso molto sangue ma che il problema era stato risolto. Per prassi, sebbene non ce ne fosse l’esigenza, avrebbe dovuto trascorrere una notte nel reparto di Rianimazione.

In realtà l’uomo vi rimase 12 giorni, fino al sopraggiungere del decesso.

La Procura di Salerno ha quindi aperto un fascicolo sul caso disponendo il sequestro delle cartelle cliniche e lo svolgimento dell’esame autoptico.

Nelle scorse ore sono arrivate le conclusioni degli esperti incaricati di effettuare gli accertamenti medico legali. I periti avrebbero ravvisato “condotte colpose ascrivibili alla prima equipe operatoria che nell’effettuare l’intervento laparoscopico ha determinato la lesione della vena cava inferiore”.

Toccherà ora al Pubblico ministero, una volta acquisiti tutti gli elementi necessari alla valutazione del caso, formulare le eventuali imputazioni a carico degli operatori sanitari interessati.

 

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