Per la Cassazione, le immissioni rumorose vanno valutate tenendo conto della situazione ambientale e delle caratteristiche della zona

Il limite di tollerabilità delle immissioni rumorose non è mai assoluto, ma relativo alla situazione ambientale. E’ variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti. Inoltre, non può prescindere dalla rumorosità di fondo, ossia dalla fascia rumorosa costante della zona, sulla quale vengono ad innestarsi i rumori denunciati come immissioni abnormi. Pertanto la valutazione diretta a stabilire se i rumori restino compresi o meno nei limiti della norma, deve essere riferita alla situazione locale, appropriatamente e globalmente considerata.

Lo ha chiarito la Cassazione con la sentenza n. 28201/2018 esaminando un caso di immissioni rumorose provenienti da un appartamento e avvertite in quello sottostante.

Il Giudice di Pace di Caserta aveva ordinato la cessazione delle immissioni rumorose eccedenti la normale tollerabilità provenienti dall’immobile posto al piano superiore. I rumori erano causati dallo spostamento del vano cucina nell’ambiente sovrastante la camera di letto della parte attrice. La decisione era stata confermata anche in sede di appello dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Per i Giudici del merito, la nuova destinazione del vano sovrastante aveva determinato il superamento del limite di tre decibel rispetto alla rumorosità di fondo.

Nel ricorrere per cassazione il convenuto lamentava l’omessa considerazione da parte del Giudice a quo di quanto emerso nella prima delle due relazioni di consulenza. La ctu aveva evidenziato, infatti, che le trasformazioni eseguite nell’appartamento del ricorrente non avevano modificato il livello di isolamento acustico dell’immobile. Inoltre, non erano state effettuate modifiche dell’impiantistica che avessero alterato il livello di immissioni rumorose. I disturbi arrecati al piano sottostante erano quindi il frutto delle normali modalità di utilizzo dell’immobile.

Il Tribunale aveva poi omesso di considerare la collocazione degli immobili in una zona tranquilla, nonché il fatto che la propagazione dei rumori fosse favorita dalla struttura dei solai.

La Suprema Corte ha ritenuto effettivamente di aderire alle argomentazioni proposte, accogliendo il ricorso in quanto fondato.

Per i Giudici Ermellini non poteva giungersi a ritenere intollerabili le immissioni sulla base del livello di rumorosità di fondo. Questo era stato calcolato nel solo ambiente sottostante in condizioni di assoluto silenzio, prescindendo dalle normali modalità di utilizzo degli immobili e dal livello di rumorosità della zona.

Da qui la decisione di cassare la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti, con rinvio della causa per un nuovo esame ad altra sezione della Corte d’appello.

 

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