Il Decreto Calabria conferisce al commissario e al sub commissario per l’attuazione del Piano di rientro nuovi poteri di controllo sui dirigenti del Servizio sanitario regionale

“Negli ultimi 10 anni la sanità calabrese, già in emergenza, è peggiorata. Oggi è un giorno cruciale per riportare ai calabresi il diritto alla salute nella loro terra. Con l’approvazione del Decreto Calabria daremo una speranza concreta di cambiamento. Non c’è salute senza legalità”. Così il ministro Giulia Grillo in occasione dell’approvazione del provvedimento per il riordino della sanità regionale, da parte del Consiglio dei Ministri, riunito il 18 aprile in via straordinaria nella Prefettura di Reggio Calabria.
“In Calabria – ha aggiunto –  c’è una situazione unica in Italia che merita un intervento straordinario, non solo per il disavanzo di gestione e per la qualità dell’assistenza ma anche per l’infiltrazione della criminalità organizzata”..
Il provvedimento, entrato in vigore ieri dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 2 maggio, conferisce al commissario per l’attuazione del Piano di rientro, Saverio Cotticelli, e al sub-commissario, Thomas Schael, nuovi poteri di controllo sui dirigenti del Servizio sanitario regionale. Tali poteri vengono dunque sottratti al presidente della regione Calabria, “dimostratosi finora inadempiente – si legge in una nota del Ministero – agli impegni assunti in precedenza”.
E proprio il Governatore Oliviero ha annunciato di voler impugnare il Decreto Calabria davanti alla Corte Costituzionale. Un annuncio a cui ha replicato tramite un post su Facebook la stessa Grillo, che accusa il presidente di essere uno dei responsabili del disastro e di continuare a usare risorse pubbliche per difendere il suo cattivo operato.
Il decreto stabilisce inoltre, tra le altre misure, vincoli stringenti su acquisti e forniture, che il Servizio sanitario calabrese dovrà, d’ora in avanti, effettuare attraverso la centrale nazionale per gli acquisti della Pubblica Amministrazione (Consip), oppure attraverso le centrali di committenza di altre regioni.

Nuove prescrizioni riguardano invece le procedure di affidamento sotto soglia, che dovranno essere effettuate con il coordinamento dell’Autorità nazionale anti corruzione (Anac).

Anche la progettazione degli interventi del Piano triennale di edilizia sanitaria e quelli relativi all’adeguamento tecnologico della rete di emergenza non saranno più gestiti a livello regionale, ma dovranno passare attraverso l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (Invitalia).
Il Decreto ha confermato gli 82 milioni di euro già stanziati destinato alla Calabria per l’ammodernamento tecnologico della sua sanità.
La regione Calabria aveva già sottoscritto un Piano di rientro dal disavanzo sanitario nel 2009, ma da allora non sono stati raggiunti né gli obiettivi finanziari, né i livelli minimi di assistenza (Lea) delle prestazioni. All’inizio di aprile, l’ultimo tavolo di verifica ha accertato che il disavanzo sanitario della regione Calabria ammonta a 168,898 milioni di euro, mentre il punteggio dei Lea si è attestato a 136, molto lontano dalla soglia di sufficienza che è pari a 160.
 
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