Ai familiari della vittima, scomparso a causa di un incidente mortale su un viadotto, andranno circa 550 mila euro


Il Tribunale di Messina ha condannato il CAS (Consorzio per le Autostrade Siciliane) a versare circa 550 mila euro ai familiari di un giovane che perse la vita nel giugno del 2004 in un incidente mortale su un viadotto, dopo aver perso il controllo del proprio veicolo, schiantandosi contro il guardrail e precipitando nella scarpata sottostante.

Sul versante penale la vicenda era stata archiviata; in sede civile, invece, la famiglia è riuscita a vedersi riconoscere il risarcimento per la perdita del proprio congiunto.

Come riportato nella sentenza, infatti, il sinistro “si è verificato a causa di una cattiva manutenzione dell’autostrada”. In particolare, “nel tratto stradale interessato, il manto stradale era deformato, il guardrail inidoneo a reggere un normale urto e nei giunti di dilatazione del viadotto erano presenti delle spaccature dovute probabilmente alle vibrazioni causate dal passaggio dei veicoli”. 

Il Consulente incaricato dalla Procura – come riferisce Messina Today – avrebbe confermato che la perdita di controllo del veicolo da parte della vittima, colta alla sprovvista da un allagamento che si era verificato nel punto dello scontro con il guard rail, sarebbe da attribuire al manto stradale viscido e alla pendenza della strada.

Esclusa, inoltre, l’attenuante del caso fortuito. Per il Tribunale, infatti, “lo slittamento dell’auto per effetto dello scivolamento indotto dalla pioggia non si può qualificare come evento straordinario e imprevedibile”. A detta del Giudice, se il Consorzio avesse usato la diligenza necessaria nella manutenzione dell’autostrada, pertanto, la tragedia si sarebbe potuta evitare.

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