Il Tribunale di Napoli condanna in solido il chirurgo e la clinica: la lente intraoculare sbagliata ha provocato ipertono, sofferenza corneale e una riduzione permanente del visus.
Il software utilizzato per individuare la lente intraoculare non sostituisce la valutazione del chirurgo. Se il programma formula una raccomandazione errata, il medico deve comunque verificare criticamente i dati e la congruità del dispositivo prima di ordinarlo e impiantarlo.
È il principio affermato dall’Ottava Sezione civile del Tribunale di Napoli nella sentenza n. 11082, depositata il 30 giugno 2026, relativa a un intervento di impianto di lenti fachiche per la correzione di una miopia elevata.
Il Tribunale ha condannato in solido il medico e la struttura sanitaria al pagamento di 27.686 euro, oltre agli interessi legali dalla sentenza al saldo. La somma comprende il danno biologico permanente, una lieve componente di danno morale e l’invalidità temporanea (Tribunale Napoli – sentenza 30 giugno 2026, n. 11082).
L’intervento all’occhio sinistro
La paziente, affetta da miopia elevata con astigmatismo e non candidabile alla chirurgia laser per lo scarso spessore corneale, si era rivolta al medico, che le aveva prospettato l’impianto di lenti intraoculari fachiche.
Il primo intervento, eseguito il 9 giugno 2020 sull’occhio destro, aveva avuto esito soddisfacente. Il 23 giugno successivo il medico aveva operato l’occhio sinistro presso la struttura convenuta.
Dopo il secondo intervento erano comparsi dolore, offuscamento visivo e ipertono oculare resistente alla terapia. Il 23 luglio 2020…





