Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a due provvedimenti relativi a magistrati onorari e gratuito patrocinio che ora passeranno al vaglio delle Camere

Via libera del Governo a due disegni di legge in materia di giustizia. I provvedimenti approvati in occasione dell’ultimo Consiglio dei Ministri riguardano rispettivamente i magistrati onorari e l’estensione del gratuito patrocinio alle procedure di negoziazione assistita.
La prima misura ha l’obiettivo di raggiungere una più razionale e funzionale gestione della figura del magistrato onorario. Tra le novità previste dal ddl figura il restringimento del regime delle incompatibilità dei magistrati onorari in relazione ai casi di rapporti di parentela, affinità e coniugio con il “familiare” esercente la professione forense. Si estende poi parzialmente ai magistrati onorari la disciplina normativa che consente l’assegnazione ad altra sede per assistere un familiare con disabilità. Infine si modificano le modalità di pagamento delle indennità, stabilendo una cadenza bimestrale al posto di quella trimestrale.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha spiegato che si tratta di un provvedimento necessario “per fermare lo tsunami che avrebbe comportato la riforma Orlando”.

In particolare, secondo il Guardasigilli, l’intervento costituisce “un nuovo inizio, un nuovo punto di partenza per una categoria importantissima del servizio giustizia”.
L’esecutivo ha poi stabilito che, al fine di dare piena attuazione all’art. 24, terzo comma, della Costituzione, che garantisce il diritto di difesa anche ai non abbienti, si adegua l’istituto del gratuito patrocinio alla evoluzione delle procedure. In particolare si introduce la possibilità di accedervi anche nel caso di negoziazione assistita, quando questa sia condizione di procedibilità della domanda giudiziale e sia stato raggiunto un accordo.
Per Bonafede questa modifica permette di dare sostanza al principio, richiamato anche nel contratto di governo, che sancisce che la giustizia deve essere accessibile per tutti i cittadini,  in particolare se meno agiati, in ogni grado di giudizio.
“In questo modo – sottolinea il Ministro – garantiamo ulteriormente il diritto di difesa a chi non ha le risorse necessarie, assicurando così un’adeguata consulenza professionale anche nella fase che necessariamente precede un eventuale processo”. I disegni di legge ora passeranno al vaglio delle Camere.
 
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