Richiedere un risarcimento per malasanità senza rischiare nulla non è poi così facile, bisogna essere accorti e scegliere i migliori professionisti medico legali e giuristi.

Direi un compito non facile quando riguarda la questione malasanità!

In realtà oggi il settore si sta popolando di tanti attori che con slogan più o meno autoreferenziali propongono soluzioni vincenti.

Allora, premesso che il termine malasanità non piace del tutto al sottoscritto specialmente quando si riferisce ai medici (perchè il termine sembra più associabile a fatti loschi e non ad umani errori professionali), esso purtroppo è in uso per indicare responsabilità sanitaria o delle strutture sanitarie. Quindi…pazienza!

Scrivo questo articolo soprattutto perchè da medico legale specializzato nella materia ho ben appreso le “deficienze” del settore e soprattutto le ingenuità dei danneggiati.

Perchè si potrebbe richiedere un risarcimento rischiando poco?

La risposta è ovvia: se si vuole rischiare poco basta che il danneggiato si rivolga a dei professionisti o associazioni che trattano questa materia da molti anni e che rischiano in proprio (lavoro e anticipazione delle spese) nell’eventuale rigetto della domanda risarcitoria.

Non ho la presunzione di fare il “santone”, ma la mia esperienza pluriennale mi permette di tirare le somme in maniera serena e senza paura di smentita da chiunque (medico o avvocato).

Andiamo al sodo.

Il mercato cosa propone ai danneggiati?

  1. Valutazione della procedibilità gratuita;
  2. Attività stragiudiziale e giudiziale gratuita anche in caso di soccombenza;
  3. Nessuna anticipazione delle spese per professionisti medici, per il contributo unificato e le spese di ctu e, finanche, la manleva delle eventuali spese di soccombenza giudiziale;
  4. Pagamento delle spettanze solo a risarcimento ottenuto.

Non si potrebbe desiderare di più da queste associazioni, società di servizi o studi legali!

Come detto nella premessa facendo da consulente medico legale per molti gruppi (evidentemente anche legati alla mia persona e alla società che pubblica questo blog) penso di poter dettare delle regole utili al danneggiato per ben selezionare il miglior prestatore di servizi in tema di responsabilità sanitaria (che poi sono quelle utilizzate dal sottoscritto e dai gruppi per i quali lavoro).

L’esperienza mi ha insegnato che:

  1. Non bisogna fare causa ai medici ma agli ospedali/asl, soprattutto quando si tratta di infezioni ospedaliere. Il penale è sempre sconsigliato e, tra l’altro, ingiusto e fa perdere solo tanti anni inutilmente perchè poi si dovrà ricorrere comunque al processo civile;
  2. Evitare di fare ricorsi 696bis (o inadeguatamente chiamati ATP) se le strutture sono in autogestione o hanno assicurazioni con franchigia elevata (almeno 250mila euro). Questo perchè tali strutture non pagano se non dopo sentenza a motivo della vigilanza della Corte dei Conti. Evidentemente esistono isole felici, ma sono rare;
  3. Le associazioni-società che vi manlevano dalle spese di soccombenza procederanno sempre con la procedura di ATP in quanto questa non prevede soccombenza (furbetti!). Infatti la mia esperienza mi dice che se la perizia è negativa (pur se fatta male) queste rinunciano all’incarico (anche qui ci sono le poche eccezioni). Tale modalità operativa potrebbe inficiare il successivo proseguo del giudizio se lo si vuole fare con altri studi professionali.
  4. La maggior parte di tali associazioni, società o studi legali mandano avanti solo pratiche dove gli errori sono evidenti e questo non solo per rispetto deontologico della propria professione o di quello delle categorie sanitarie, ma anche per evitare “sconfitte” che rappresenterebbero solo cattiva pubblicità e soccombenza ove prevista;
  5. Esistono anche associazioni o società che valutano anche le vicende da altri ritenute improcedibili e che consiglio di contattare se la nuova valutazione è gratuita, in quanto, solitamente, una su due sono, invece, procedibili.

Insomma per il cittadino danneggiato nulla è certo quando si parla di accertare un caso di malasanità, ma certo non si può essere imprudenti e bisogna conoscere tutti i rischi e le procedure per ottenere un risarcimento.

Non si può scrivere tutto in un articolo, quindi chi ha bisogno di consigli o ha sospetto di aver subito un danno da malpractice medica, può scrivermi a galipo@libero.it.

Dr. Carmelo Galipò

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