No alle proroghe per chi non è vaccinato, Fedeli attacca la Lombardia

0

Il ministro Fedeli ha detto no alle proroghe per chi non è vaccinato, attaccando la Regione Lombardia che ne ha proposto una di 40 giorni

Il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha detto no alle proroghe per chi non è vaccinato, attaccando duramente l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, il quale aveva proposto una proroga di 40 giorni per quelle famiglie che non avevano ancora vaccinato i propri figli.
Ma per il ministro “la Lombardia, che concede una proroga, è semplicemente fuorilegge“.
Parole dure affidate alle pagine di Repubblica, e con le quali ha specificato senza mezzi termini il suo no alle proroghe per chi non è vaccinato.
“Chi rappresenta le istituzioni deve rispettare la legge. Poi – ha proseguito il ministro – se la si vuole contestare nei contenuti, si faccia una battaglia politica, è legittimo. Ma non capisco come la Regione possa mettersi fuori dall’attuazione di una norma nazionale”.

Il ministro, nel sottolineare un secco no alle proroghe per chi non è vaccinato, ha ribadito che sia lei sia il ministro Lorenzin sono estremamente ferme sulle loro posizioni.

Intanto, l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ha chiesto un incontro in mattinata all’Ufficio scolastico regionale lombardo per affrontare il tema dei vaccini.
Questo subito dopo che la ministra ha bocciato inequivocabilmente l’ipotesi di concedere rinvii rispetto ai tempi previsti.
La proposta di Gallera era di dare 40 giorni in più alle famiglie per venire incontro alle loro necessità.
L’assessore, infatti, ha intenzione di presentare una delibera ad hoc lunedì per concedere più tempo ai genitori dei bambini che frequentano le scuole dell’infanzia e che non risultano ancora vaccinati.
I 40 giorni sarebbero a partire dall’11 settembre, data di scadenza dei termini per la presentazione della documentazione.
Dopo la riunione con l’Ufficio scolastico regionale – dichiara l’assessorato al Welfare della Lombardia – Gallera risponderà punto per punto alla ministra Fedeli”.
La Lombardia, inoltre, a differenza di regioni quali Toscana, Emilia Romagna e Piemonte, si è rifiutata di fare inviare alle Ats le lettere alle famiglie sullo stato delle vaccinazioni dei propri figli.
“Abbiamo scelto di non inviare le lettere a casa alle famiglie – dichiara Gallera – innanzitutto perché non vogliamo spendere un milione di euro che potrebbe essere speso in servizi, e poi perché questa è la scelta più immediata che evita di creare disagi alle famiglie”.
Non sono mancate, però, le critiche all’assessore.
Come quelle della vicesindaca di Milano con delega all’Istruzione Anna Scavuzzo, che ha dichiarato: “Sono curiosa di leggere il provvedimento promesso dalla giunta regionale lombarda, scopriremo la soluzione di un arcano che tiene in ansia migliaia di famiglie. In caso contrario, continueremo ad attenerci alla norma nazionale“.
 
 
Leggi anche:
RICORSI SUL DECRETO VACCINI, EMILIANO: “PUGLIA ASSISTERÀ I CITTADINI”
VACCINI: COSA DICE IL DECRETO LEGGE, PUNTO PER PUNTO
 

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui