Occlusione intestinale e linee guida non rispettate, medici condannati per omicidio colposo

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La Quarta Sezione Penale ribadisce che l’approccio conservativo nelle patologie occlusive richiede vigilanza attiva, reidratazione adeguata e tempestivo trasferimento in struttura idonea. Esclusa l’applicabilità dell’art. 590-sexies c.p. in assenza del rispetto integrale delle linee guida. Con la sentenza depositata il 10 aprile 2026, la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di tre medici condannati per omicidio colposo in relazione al decesso di una paziente ottantatreenne affetta da occlusione intestinale meccanica da briglia aderenziale (Corte di Cassazione, quarta penale, sentenza 10 aprile 2026, n. 13274).

Il fatto

La vicenda trae origine dal ricovero di una donna presso un Ospedale emiliano nella serata dell’8 settembre 2017, dopo due accessi al Pronto Soccorso nei giorni precedenti con diagnosi di occlusione intestinale. Nei turni successivi, tre sanitari si avvicendarono nella gestione della paziente mantenendo un approccio conservativo, senza tuttavia procedere ad adeguata reidratazione

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