Nella pronuncia numero 42270/2017 la Cassazione ribadisce che la responsabilità medica, in caso di omicidio colposo, richiede il necessario accertamento.
Per arrivare a condannare un medico chirurgo per omicidio colposo dopo la morte di un paziente, è richiesta la verifica dell’andamento della patologia e dell’efficacia delle terapie. Il controllo deve essere basato su informazioni scientifiche affidabili, incrociate con fatti concreti.
La Corte ricorda quali siano gli elementi che portano a una condanna per omicidio colposo, in un atto con il quale è stata annullata la sentenza di condanna di una dottoressa. La donna era stata giudicata responsabile di omicidio colposo, commesso nell’esercizio della professione sanitaria.
La probabilità logica
In particolare, la Corte ha sottolineato l’importanza dell’alta probabilità logica. Secondo gli Ermellini, il rapporto di causalità tra omissione ed evento non può basarsi solo sulle probabilità statistiche, ma deve essere verificato con un giudizio di alta probabilità logica.
Questo nesso, tra l’altro, non può essere dedotto sulla base di semplici valutazioni sui fatti, di carattere generale. Il giudizio deve avere alla base anche una valutazione di tipo induttivo. E deve essere elaborato sull’analisi della caratterizzazione del fatto storico, oltre a tenere conto delle particolarità del caso concreto.
Le circostanze da valutare in caso di condanna
Di conseguenza, a giudizio della quarta sezione penale della Corte di Cassazione, non si può condannare un medico per omicidio colposo senza prima aver valutato una serie di circostanze imprescindibili. Prima tra tutte: quale andamento abbia avuto la patologia accertata a carico del paziente, che è poi deceduto.
Bisognerà, inoltre, valutare quale sia stata l’efficacia delle terapie somministrate al soggetto, per farsi un’idea del reale stato di salute della persona in cura. E valutare, infine, quali fattori influenzano il successo degli sforzi terapeutici, per poi incrociare i dati con la storia clinica del paziente.
Nel caso esaminato dalla Corte, invece, i giudici di merito avevano valutato il caso riferendosi a una scienza da essi stessa elaborata. Pertanto hanno annullato la sentenza di condanna nei confronti della dottoressa.
Hai avuto un problema simile? Scrivi per una consulenza gratuita a redazione@responsabilecivile.it o telefona al numero 3927945623
Leggi anche
PREPONDERANZA DELLA EVIDENZA NELLA RESPONSABILITÀ MEDICA
RESPONSABILITÀ MEDICA DEL DENTISTA, QUANDO C’È RISARCIMENTO?




