La vicenda trae origine da una prestazione odontoiatrica errata posta in essere dalle strutture di Dentix

La danneggiata dalla prestazione eseguiva preliminarmente una ATP e successivamente un giudizio sommario ex art. 702 bis c.p.c. onde ottenere i risarcimenti dei danni patiti da una prestazione odontoiatrica errata.

Il Tribunale di Savona (Ordinanza depositata il 21 settembre 2020) acquisisce il fascicolo dell’Accertamento Tecnico Preventivo.

Dalla CTU emergono profili di responsabilità medica e il Giudice, preliminarmente, richiama l’indirizzo della Suprema Corte che disciplina l’onere probatorio delle parti.

Nello specifico il paziente danneggiato deve provare il nesso di causalità tra l’aggravamento della patologia, o l’insorgenza, e l’operato dei sanitari; qualora venga assolto tale onere spetta alla struttura sanitaria provare l’impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile dimostrando che l’inesatto adempimento è stato determinato da un impedimento imprevedibile e inevitabile con l’ordinaria diligenza.

Ciò posto, i CTU hanno evidenziato che “l’implantologia è la branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti naturali mancanti con gli impianti su cui poggeranno i nuovi denti artificiali. Il processo consiste nell’inserimento nell’osso di impianti in titanio puro. L’osso crescerà quindi a diretto contatto con la superficie implantare. Questo fenomeno prende il nome di osteointegrazione e permette agli impianti di diventare parte integrante del corpo, come lo sono le radici dei denti naturali.”

“Vi sono due tipologie di intervento: 1) il procedimento tradizionale a carico implantare differito, 2) il procedimento a carico immediato” e che “successivamente all’intervento, è fondamentale che il paziente si sottoponga a controlli periodici e che curi scrupolosamente la propria igiene orale. La fase di mantenimento parodontale ed implantare si articola in 3-4 richiami nell’arco dell’anno. Durante questo periodo il paziente, oltre alle normali procedure di igiene professionale, dovrà essere sottoposto ad uno scrupoloso controllo clinico degli impianti ed una volta all’anno ad un controllo radiografico”.

“… questi punti teste’ indicati sono causa del fallimento della terapia implantare endossea, a causa di una scorretta progettazione e dell’errato posizionamento degli impianti……(….)…”Questi punti stanno alla base delle primarie conoscenze che un odontoiatra deve possedere per potere intraprendere qualsiasi trattamento di chirurgia implantare nonchè di rigenerazione ossea guidata….”.

I Periti, in conclusione, hanno accertato un danno biologico alla persona nella misura del 5% di I.P., 380 giorni di ITT al 25%, 97 giorni al 50% oltre che 10 giorni di ITT specifica. Inoltre gli stessi hanno quantificato il danno subito in euro 3.289,00 per spese mediche di prestazioni dannose e ulteriori euro 3.100,00 per spese di intervento per eliminare le attuali conseguenze dannose, prima di iniziare un nuovo e corretto trattamento impiantologico necessario.

Il danno non patrimoniale viene liquidato in euro 25.012,20.

Viene inoltre riconosciuto alla danneggiata il costo sostenuto per la perizia Medico-legale svolta in sede di ATP, pari ad euro 2.928,00 e le spese legali ivi sostenute liquidate in euro 2.910,00.

Il Tribunale condanna dunque la Dentix a risarcire alla danneggiata la somma complessiva di euro 25.012,00, oltre interessi e le spese processuali che vengono liquidate in euro 4.200,00, oltre spese esenti e oneri fiscali di legge.

Avv. Emanuela Foligno

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