Tribunale Verona sezione II civile sentenza 22 settembre 2012 n. 1951

Secondo la giurisprudenza in caso di omessa manutenzione di strade, insidia e trabocchetto, è imputabile al Comune una sorta di responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c. da cose in custodia alla pubblica amministrazione (colpa del custode) laddove tra il soggetto a cui la si imputa e la res vi sia una nesso eziologico di custodia, una sorta di potere di sorveglianza, a meno che la situazione non presente connotati di prevedibilità ed evitabilità, caso fortuito.
L’accertamento della responsabilità del Comune per insidia e trabocchetto, dicono i Giudici di Piazza Cavour, prescinde dall’accertamento del carattere colposo dell’attività o del comportamento del custode e presenta natura oggettiva, necessitando del mero rapporto eziologico tra la cosa e l’evento verificatosi.
Il pedone che cade in una buca non deve dimostrare la pericolosità della strada e il pedone che inciampa a causa di una buca stradale possono essere considerate caso fortuito e il danno e’ causato dall’anomalia, senza che essa potesse essere rimossa o segnalata tempestivamente.
La vicenda all’origine della controversia è stata la caduta di una donna provocata dal manto stradale sconnesso. La dimostrazione dello stato di pericolosità spetta solo al Comune. Nel corso del giudizio di merito è stata positivamente accertata l’esistenza del nesso causale, con la conseguenza che sarebbe spettato al Comune dimostrare la propria assenza di colpa.
Accertato tale potere e accertato il danno causato dall’anomalia della cosa custodita, la responsabilità del custode sussiste, salvo che l’evento, in assenza comunque di un eventuale difetto di diligenza del custode, si sia verificato in modo improvviso e imprevedibile.

Avv. Chiara Ticozzi 

(Foro di Milano)

Riferimenti normativi: art. 2051 c.c. Cfr. Cassazione civile sezione III, sentenza 6 giugno 2008, n. 15042, multis, Cass. n. 5989/08; n. 7742/1997

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