Il Decreto rilancio prevede, per i genitori di bambini under 14, il diritto allo smart working, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione

“Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione”. E’ quanto prevede l’articolo 86 del decreto Rilancio emanato nei giorni scorsi dal Governo in materia di smart working

Il testo specifica poi che è consentito svolgere la prestazione lavorativa in lavoro agile “anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dal datore di lavoro”.

Per quanto riguarda invece gli obblighi per le aziende, la norma dispone che per l’intero periodo del lavoro agile, i datori di lavoro del settore privato comunicano al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile, ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il decreto Rilancio, dunque, conferma lo smart working per genitori con figli under 14. Alla base del provvedimento, la necessità delle famiglie di gestire i bambini più piccoli, che non andranno a scuola, almeno fino a settembre. Per i minori, tuttavia, il decreto prevede la possibilità di accedere ai centri estivi, aperti probabilmente già dal 18 maggio.  La misura configura quindi un vero e proprio diritto al lavoro agile, anche in assenza di accordi individuali,  purché il lavoro agile sia compatibile con le caratteristiche della prestazione svolta.

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