Contro il verbale di infrazione dell’art. 158 C.d.S., commi 2 e 5, elevato nei suoi confronti dalla Polizia Municipale della Spezia, per aver sostato in area destinata agli invalidi senza esporre il contrassegno autorizzativo, il ricorrente agiva in giudizio davanti al Giudice di pace di La Spezia

L’uomo sosteneva che la sosta in area destinata agli invalidi era legittimata dallo stato di necessità dovuto all’accompagnamento della madre invalida, titolare di autorizzazione.
Pertanto, non poteva essere sanzionato per la mancanza del contrassegno, ai sensi dell’art. 158 C.d.S., ma tutt’al più per la mancata esposizione dello stesso, secondo quanto previsto dall’art. 188 del medesimo codice.
Sulla vicenda si sono pronunciati anche i giudici della Sesta sezione civile della Cassazione che hanno respinto il ricorso confermando la decisione di merito.

Sosta in area destinata a disabili

Come noto l’art. 158 C.d.S., comma 2, lett. g), sanziona la condotta di chi lascia un veicolo in sosta negli spazi riservati ai veicoli per persone invalide, di cui all’art. 188 C.d.S..
L’art. 188 C.d.S. concerne, invero, l’uso di apposite strutture che gli enti proprietari della strada devono predisporre per la circolazione e la sosta di veicoli al servizio di persone invalide e che sono determinate ai sensi dell’art. 381 Reg. esec. C.d.S., comma 6.
Ebbene, a detta degli Ermellini, era proprio il comportamento sanzionato dall’art. 158 C.d.S., comma 2, lett. g), che il ricorrente aveva posto in essere, peraltro, da egli stesso confermato, avendo ammesso di aver sostato nel parcheggio riservato alle vetture di servizio per persone invalide.
Il veicolo non esponeva il contrassegno invalidi che deve essere rilasciato dal Comune affinché l’avente diritto si avvalga del diritto di sostare in area riservata. In tali casi, come chiarito dalla giurisprudenza di legittimità, non essendo possibile stabilire se il veicolo sia al servizio di un portatore di handicap, l’autorità che procede ad accertare il fatto deve contestare la violazione di cui all’art. 158 C.d.S. (cfr. Cass. n. 7729/2009; n. 8488/2007).
Al riguardo, il ricorrente aveva affermato che in quella circostanza non era lui personalmente titolare del beneficio, bensì accompagnatore di un invalido, senza tutta via provare né l’esistenza dell’autorizzazione in favore del soggetto accompagnato, né che il veicolo fosse a servizio della madre invalida.

Infondata era anche la censura relativa all’esistenza dello stato di necessità.

Ebbene, tale circostanza non era stata provata. Trattasi peraltro, di valutazione riservata al giudice di merito; e nella specie, il tribunale adito non aveva ritenuto sufficientemente e obiettivamente comprovato lo stato di necessità.
In conclusione il ricorso è stato rigettato.

La redazione giuridica

 
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