Sorpassa un altro veicolo in prossimità di un incrocio e provoca un incidente stradale: al verbale di infrazione fa seguito l’ordinanza di sospensione della patente: contro quale provvedimento il conducente deve proporre opposizione?

La vicenda

Il ricorrente aveva proposto opposizione contro il verbale di infrazione elevato a suo carico in ordine alla violazione amministrativa prevista dall’art. 148 C.d.S., commi 12-16, contestualmente al quale gli era stato materialmente ritirata la patente di guida e disposta la decurtazione di 20 punti.

In primo grado, il Giudice di pace di Perugia dichiarava l’inammissibilità del ricorso, sul presupposto che l’opposizione sarebbe stata proponibile solo avverso il provvedimento con il quale il Prefetto avrebbe disposto l’applicazione della sanzione della sospensione della patente di guida.

Ed invero, con successivo provvedimento il Prefetto di Perugia disponeva, nei riguardi del ricorrente, la sospensione della sua patente di guida per un periodo di tre mesi.

Quest’ultimo formulava, allora, opposizione anche contro tale provvedimento ma il Giudice di pace di Perugia, rigettava nuovamente l’opposizione, rilevando che avrebbe dovuto essere impugnato il verbale di accertamento presupposto e non l’ordinanza prefettizia irrogativa della sanzione accessoria.

Proposto appello, il Tribunale di Perugia, rigettava il gravame, sostenendo che – poiché si era formato il giudicato con riferimento alla prima sentenza con la quale l’adito Giudice di pace aveva deciso nel senso dell’inammissibilità della formulata opposizione avverso il verbale di accertamento – all’appellante doveva ritenersi precluso il potere di far valere contestazioni sul merito della violazione così come accertata dai verbalizzati.

La decisione della Cassazione

La Sesta Sezione Civile della Cassazione (ordinanza n. 24965/2019) pronunciatasi a seguito del ricorso formulato dall’originario opponente, ha cassato con rinvio la decisione impugnata, osservando che – come dedotto da quest’ultimo – il giudicato esterno formatosi con riguardo alla richiamata sentenza del Giudice di pace di Perugia ineriva una pronuncia di mero rito (siccome implicante la sola inammissibilità dell’opposizione), che, in quanto tale, non avrebbe potuto impedire la formulazione dell’opposizione al successivo provvedimento sospensivo della patente (pacificamente ammissibile ai sensi dell’art. 218 C.d.S., comma 5, 1992) anche per ragioni di merito che investivano le attività relative al compiuto accertamento e la contestazione della sussistenza della violazione prevista dall’art. 148 C.d.S., comma 12.

In altri termini, il giudicato meramente formale venutosi incontestatamente a configurare con riferimento alla prima richiamata sentenza del Giudice di pace di Perugia, non avrebbe potuto sortire efficacia (come, invece, erroneamente ritenuto dal Tribunale di Perugia nella sentenza impugnata) sul piano sostanziale nella successiva opposizione avverso l’ordinanza irrogativa di detta sospensione; in tale autonomo giudizio, quindi, il ricorrente avrebbe potuto avanzare tutte le eventuali censure attinenti sia alla legittimità del procedimento di contestazione della violazione che alla sussistenza degli elementi necessari per la configurazione di quest’ultima.

La redazione giuridica

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