Vitamina D, AIFA regolamenta prescrizione di farmaci a carico del Ssn

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SMI: Nota 96 su prescrizione medicinali con vitamina D diramata senza dare diffusione dei contenuti ai medici di medicina generale.

L’Agenzia Italiana del Farmaco, con determinazione n. 1533/2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2019, ha previsto l’istituzione della Nota 96 che regolamenta la prescrizione a carico del Sistema Sanitario Nazionale, nella popolazione adulta maggiorenne, dei medicinali con indicazione “prevenzione e trattamento della carenza di Vitamina D” (colecalciferolo, colecalciferolo/sali di calcio, calcifediolo).

Il provvedimento – spiega l’Agenzia – si colloca nell’ambito delle attività di rivalutazione dell’appropriatezza prescrittiva che hanno condotto la Commissione Tecnico-Scientifica dell’AIFA, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, a ritenere opportuno introdurre nuovi criteri regolatori in materia.

Per l’AIFA, dunque, la prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale va limitata ad alcune condizioni.

Nello specifico si tratta dei casi riguardanti prevenzione e trattamento della carenza di vitamina D nei seguenti scenari clinici: indipendentemente dalla determinazione della 25(OH) D (persone istituzionalizzate, donne in gravidanza o in allattamento, persone affette da osteoporosi da qualsiasi causa o osteopatie accertate non candidate a terapia remineralizzante); previa determinazione della 25(OH) D (persone con livelli sierici di 25OHD < 20 ng/mL e sintomi attribuibili a ipovitaminosi; persone con diagnosi di iperparatiroidismo secondario a ipovitaminosi D; persone affette da osteoporosi di qualsiasi causa o osteopatie accertate candidate a terapia remineralizzante per le quali la correzione dell’ipovitaminosi dovrebbe essere propedeutica all’inizio della terapia; una terapia di lunga durata con farmaci interferenti col metabolismo della vitamina D; malattie che possono causare malassorbimento nell’adulto).

La Nota, tuttavia, sarebbe stata diramata senza dare diffusione dei contenuti ai medici di medicina generale. A denunciarlo è lo SMI (Sindacato Medici Italiani).

“Con le nuove modalità di prescrizione – dichiara Gian Massimo Gioria, Responsabile Nazionale dell’ Assistenza Primaria dell’organizzazione – si stanno creando enormi disagi perché non è stato previsto l’aggiornamento dei software per il ricettario e anche gli assistiti ne stanno risentendo moltissimo”.

“La sanità – aggiunge il sindacalista –  non può essere sottomessa alla solita cieca burocrazia, mentre i medici lasciati soli senza adeguata informazione, sono costretti a prescrivere solo ricette rosse; in questo modo si infrangono i criteri dell’appropriatezza prescrittiva.  Il Ministro della Salute – conclude Gioria – intervenga per porre fine a questo grave disservizio contro i medici e a discapito dei pazienti del nostro Paese”.

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