Donazione organi, in Francia espianti anche senza il consenso dei familiari

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In vigore dal primo gennaio la nuova normativa prevista dalla riforma della sanità, in base alla quale ci si potrà opporre solamente attraverso un rifiuto esplicito

In Francia dal primo gennaio è possibile procedere all’espianto degli organi di una persona deceduta salvo che questa non abbia espresso quando era in vita un rifiuto esplicito. Neanche il consenso dei familiari, dunque, risulta più necessario.
E’ quanto previsto dalla recente riforma del sistema sanitario, che ha previsto la semplificazione delle procedure in materia di espianti, sulla base del principio del presunto consenso. L’eventuale rifiuto deve essere esplicito e può essere espresso mediante l’iscrizione, anche via internet, a un apposito registro, oppure mediante una dichiarazione documentale affidata a un proprio parente. Prevista, inoltre, la possibilità del rifiuto parziale, ovvero la volontà di donare solamente alcuni organi o tessuti.
La nuova normativa mira a ridurre le liste d’attesa per gli organi. In Francia, infatti, nel 2015 erano 21mila le persone in attesa di un trapianto e 553, nel 2016, sono morte prima di ottenerlo. Il sistema fino a oggi in vigore prevedeva già il ‘Registro dei rifiuti’, ma ai parenti veniva chiesta l’autorizzazione per i non iscritti e il più delle volte, secondo gli autori della riforma, i familiari decidevano sull’onda dell’emozione, pentendosi poi successivamente.
I dati evidenziano infatti come nel 32,5% dei casi (una volta su tre) i parenti rifiutino la donazione e, secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano Le Monde, ci sarebbe una grossa differenza tra le intenzioni e la realtà: il 79% dei francesi si dichiara favorevole, ma solo nel 67% dei casi si procede l’espianto.

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