Secondo uno studio tedesco i risultati sono significativamente migliori rispetto alla psicoterapia di supporto aspecifica
Nella cura della depressione una psicoterapia personalizzata sarebbe più efficace, anche se di poco, rispetto a una terapia aspecifica. E’ quanto emerge da uno studio multicentrico, a prima firma della ricercatrice Elisabeth Schramm dell’Università di Friburgo, i cui risultati sono stati pubblicati su JAMA Psichiatry. “La depressione cronica – ha detto Schramm – è una malattia molto diffusa e invalidante, spesso associata a comorbidità e a traumi precoci ed è considerata difficile da trattare”.
I ricercatori, nello specifico, hanno valutato l’efficacia dell’approccio cognitivo comportamentale (CBASP), una forma di terapia specificamente progettata per il trattamento della depressione, diversa della aspecifica psicoterapia di sostegno. Lo studio, ha incluso pazienti (70% donne) con depressione cronica ad insorgenza precoce che non assumevano farmaci antidepressivi: 137 hanno ricevuto CBASP e 131 psicoterapia di sostegno.
I partecipanti (età media 45 anni) hanno ricevuto 24 sessioni di terapia per oltre 20 settimane nella fase acuta della depressione, seguita da 8 sessioni di mantenimento per le seguenti 28 settimane. All’inizio della terapia i punteggi della scala di Hamilton di eterovalutazione della depressione (HRSD-24) presentavano una differenza significativa: 27,1 nel gruppo CBASP e di 20,39 nel gruppo con terapia di supporto. A 48 settimane erano 14,00 per il gruppo CBASP e di 16,49 per quello con terapia di supporto. I pazienti sottoposti a CBASP hanno avuto maggiore probabilità di rispondere al trattamento o esperienze di remissione dopo 20 settimane. Inoltre, hanno anche mostrato vantaggi significativi nella maggior parte dei risultati secondari tra cui i sintomi depressivi auto-riferiti e la qualità della vita connessa alla salute mentale.
“Il principale risultato di questo studio è che i pazienti con esordio precoce di depressione cronica, considerata difficile da trattare, hanno migliorato in modo significativo i sintomi depressivi e la qualità della vita con entrambi gli approcci di trattamento – ha dichiarato Schramm – ma una psicoterapia specifica e altamente strutturata si è dimostrata più efficace della terapia di supporto aspecifica, l’aggiunta di una psicoterapia prolungata nella fase acuta sembra essere molto promettente in questa popolazione di pazienti”.
Fonte: JAMA Psichiatry
http://jamanetwork.com/journals/jamapsychiatry/article-abstract/2600225




