Un vademecum per far chiarezza sull’ obbligo vaccinale, introdotto dalla legge 119/2017, da assolvere per l’iscrizione a scuola
La settimana prossima si torna sui banchi di scuola. A patto che si sia assolto l’obbligo vaccinale introdotto dalla Legge Lorenzin.
Una legge che fa ancora discutere, nonostante l’approvazione nel luglio scorso.
La sanità nel nostro paese è una materia in gran parte concorrente, cioè di competenza sia delle Regioni che dello Stato. Un federalismo che permette l’esistenza di differenze – anche sostanziali – tra regione e regione in materia di applicazione delle norme.
Nel caso della legge sui vaccini, le differenze non sono poche con la conseguenza di gettare nel caos famiglie intere alle prese con le nuove norme per l’iscrizione scolastica.
Cerchiamo allora di far chiarezza sulla situazione ricordando i punti cardine della legge e le disposizioni previste dalle regioni italiane.
I punti cardine della legge 31 Luglio 2017, n. 119
Per agevolare le famiglie nell’adempimento degli obblighi vaccinali il Ministero dell’Istruzione, e il Ministero della Salute hanno diramato una circolare congiunta con le indicazioni operative per l’applicazione della legge.
Per i ragazzi da 0 a 16 anni è previsto un obbligo vaccinale. Le vaccinazioni obbligatorie sono 10 e vengono somministrate gratuitamente secondo il calendario vaccinale Nazionale a ciascuna coorte di nascita.
La legge prevede che per l’iscrizione scolastica sia assolto l’obbligo vaccinale per i bambini da 0 a 6 anni. Per la scuola dell’obbligo non costituisce requisito d’ammissione.
Per l’iscrizione al nido e alle scuole dell’infanzia dei bambini da 0 a 6 anni andrà presentata entro l’11 Settembre 2017 la documentazione che attesta l’adempimento vaccinale. A decorrere dal 12 settembre 2017, non potranno accedere ai servizi educativi i minori che non abbiano presentato la documentazione entro i termini.
Fino ai 16 anni la documentazione può essere presentata entro il 31 ottobre. La mancata presentazione della documentazione entro i termini previsti sarà segnalata, entro i successivi 10 giorni all’ASL che avvierà la procedura prevista per il recupero dell’inadempimento.
Entro marzo 2018 si dovrà poi presentare la documentazione completa che attesti l’adempimento dell’obbligo vaccinale.
Per i minori da 0 a 6 anni in caso non si presenti a settembre o a marzo la documentazione completa non si potrà più accedere ai servizi scolastici.
Sono validi ai fini dell’accertamento dell’obbligo vaccinale: copia del libretto vaccinale vidimato dall’azienda sanitaria regionale, certificato vaccinale rilasciato dall’ASL competente, attestazione delle vaccinazioni effettuate rilasciata dall’ASL competente oppure attestazione datata rilasciata dall’ASL competente che indichi che il soggetto sia in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste per l’età.
Se non si dispone di nessuno di questi documenti è possibile presentare l’autocertificazione.
L’obbligo vaccinale è previsto anche per gli operatori scolastici.
Le specifiche misure adottate dalle regioni settentrionali
Emilia Romagna
Tra le prime regioni ad aver introdotto l’obbligo vaccinale per il nido e la scuola dell’infanzia.
In una lettera d’intesa tra Regione e Ufficio Scolastico Regionale si specificano le direttive per la scuola dell’infanzia. La documentazione attestante la situazione vaccinale verrà inviata direttamente dalle Asl alle famiglie, che la dovranno poi consegnare a scuola. In caso di inadempienza, si verrà contattati.
Per la scuola dell’obbligo, la Regione sta invece ancora mettendo a punto un piano di semplificazione.
Friuli Venezia Giulia
Sul sito della regione si può scaricare il modulo dell’autocertificazione. Se non si è in regola si verrà contattati dall’Azienda Sanitaria competente.
Liguria
Prevista una Via ligure volta ad accelerare le procedure per la scuola dell’infanzia. Ai genitori arriverà a casa una lettera valida come certificato vaccinale o come prenotazione del percorso vaccinale.
Lombardia
Sul sito della regione sono indicate le modalità per l’iscrizione ed è possibile scaricare il modulo per l’autocertificazione.
Predisposti degli strumenti informativi per i genitori come la “tabella per il controllo dell’adempimento delle vaccinazioni obbligatorie”. E’ stata anche creata l’app “Wikivaccini” con cui seguire il percorso vaccinale dei propri figli.
Piemonte
Chi non ha ricevuto la lettera da parte della regione, con l’appuntamento per assolvere l’obbligo vaccinale, può “dichiarare di non aver ricevuto nulla e procedere comunque all’iscrizione” agli asili e scuole dell’infanzia.
Per chi non vuole immunizzare i propri figli invece “non c’è nessuna apertura da parte della regione”, come specifica il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Fabrizio Manca.
Trentino Alto Adige
Nella provincia di Bolzano è prevista una moratoria di un anno. E’ al vaglio l’ipotesi di estendere la moratoria a tutta la regione.
Dal portale FastTreC è possibile scaricare tutta la documentazione necessaria per l’iscrizione a scuola.
Valle d’Aosta
Le Asl invieranno a casa la documentazione per l’iscrizione a scuola.
Chi non è in regola verrà invitato ad un incontro dove sarà spiegata l’importanza delle vaccinazioni e saranno fissati gli appuntamenti per regolarizzare la situazione.
Le direttive in materia di obbligo vaccinale in centro Italia
Lazio
Regione Lazio e Ufficio Scolastico Regionale hanno firmato un protocollo d’intesa per semplificare le procedure.
Dal sito della regione è possibile scaricare il modulo di autocertificazione – sia se si è in regola con i vaccini sia che ancora si debba completare il ciclo vaccinale.
Marche
Sul sito della regione è stato predisposto uno “Schema percorso certificazioni” nel quale reperire le informazioni utili per l’iscrizione a scuola.
Le ASUR individuano l’elenco dei bambini inadempienti all’obbligo vaccinale e inviano una lettera raccomandata con orario e data dell’appuntamento per assolvere l’obbligo. La lettera conterrà anche un “modulo da firmare che attesta la volontà di aderire alla vaccinazione”.
Allo studio anche disposizioni per mettere in campo un’adeguata copertura per gli operatori sanitari dopo il caso dell’ostetrica di Senigallia, non vaccinata, che ha contratto il morbillo.
Toscana
Siglato un accordo Asl-Anci-Usr. Le scuole hanno trasmesso gli elenchi degli iscritti alle Asl. Prossimamente verificheranno la situazione vaccinale di ogni bambino e si attiveranno con i familiari per l’eventuale regolarizzazione.Le famiglie dei bambini vaccinati non dovranno fare nulla.
Umbria
Le Asl invieranno entro il 10 settembre la documentazione che attesta l’obbligo vaccinale per i bambini da 0 a 6 anni. In seguito invieranno raccomandata con l’invito ad adempiere agli obblighi. La documentazione e la raccomandata saranno inviate entro il 31 ottobre anche ai ragazzi dai 6 ai 16 anni.
Le direttive adottate nel Mezzogiorno
Abruzzo
La regione si attiene alle disposizioni di legge non fornendo ulteriori dettagli sulla presentazione della documentazione.
Basilicata
Dal sito della regione di possono scaricare i moduli per l’autocertificazione destinati ai genitori e agli Uffici di Igiene.
Calabria
Siglato protocollo d’intesa tra la Regione e l’Ufficio scolastico regionale. Le Asp verificheranno la situazione vaccinale di ogni iscritto. Verranno contattate poi le famiglie di coloro che risulteranno non in regola. Le Asp comunicheranno alle strutture scolastiche ed educative interessate i nominativi dei bambini non in regola, per le successive determinazioni del caso.
Campagna
Siglato un protocollo d’intesa tra Asl, Regione, Anci e Ufficio scolastico Regionale. Le famiglie presenteranno agli istituti scolastici l’autocertificazione.
Le Asl riceveranno poi dai dirigenti scolastici l’elenco degli iscritti di cui si verificherà la situazione vaccinale. In caso di inadempienza, le stesse Asl contatteranno le famiglie.
Molise
Per facilitare i genitori nell’iscrizione scolastica dei figli, l’ASREM ha predisposto una guida.
Puglia
Per agevolare le famiglie con figli da 0 a 6 anni, anche 1200 farmacie pugliesi possono fornire ai il certificato delle vaccinazioni necessario per iscrivere a scuola i propri figli. Basta presentarsi in farmacia con il tesserino sanitario del bambino e chiedere al banco di ottenere il certificato vaccinale.
Le direttive in materia di obbligo vaccinale nelle isole
Sardegna
Per semplificare l’iscrizione a scuola via libera alle autocertificazione. Previste verifiche sulle dichiarazioni effettuate.
Sicilia
Le scuole hanno inviato alle Asp competenti l’elenco di tutti gli iscritti. Le Agenzie Sanitarie controlleranno la situazione vaccinale e convocheranno chi non è in regola per assolvere l’obbligo vaccinale. Se non ci presenta scatta la visita domiciliare, prima di procedere con le sanzioni.
Il caso del Veneto
La regione ha stabilito una proroga della scadenza all’anno scolastico 2019-20, per presentare la documentazione di avvenuta vaccinazione dei bambini per l’iscrizione a nidi e scuole dell’infanzia.
Il decreto firmato dal direttore generale della sanità Mantoan predispone le “indicazioni regionali in regime transitorio di applicazione della legge Lorenzin”.
Il Ministro della Salute Lorenzin condanna la decisione della regione Veneto. E’ al vaglio l’ipotesi di impugnare il decreto della Regione. L’avvocatura dello Stato non è stata ancora contattata ma è stato avviato l’esame del dossier per impugnare la norma di fronte al Tar del Veneto.
L’impugnazione farà leva sul principio che la salvaguardia della salute è una competenza esclusivamente statale, nonostante la sanità sia concorrente tra Stato e regione, e quindi non è possibile ci siano trattamenti diversi a seconda degli orientamenti regionali.
“Non cerchiamo la rissa con il Governo. La Regione Veneto ha fatto ricorso alla Corte costituzionale per difendere la sua legge sui vaccini: esiste da dieci anni, funziona” e “in attesa che la Corte ci dica se abbiamo ragione siamo andati a leggere con attenzione la legge nazionale e i miei dirigenti hanno visto che lì dentro è già scritto: una moratoria di due anni è possibile”, commenta il governatore del Veneto, Luca Zaia.
Interviene nella polemica anche l’assessore alla Sanità della regione Emilia, Sergio Venturi, che definisce “incomprensibile e ingiustificata” la decisione presa, che lascia “allibiti”.
Per il Ministro Lorenzin l’obbligatorietà dei vaccini non si discute. Le epidemie “non rispettano i confini regionali” e quindi va salvaguardata la sanità pubblica perseguendo l’immunità di gregge.
Barbara Zampini
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