Interessante bilancio sui tempi della giustizia contenuto nel resoconto su progetti, obiettivi e risultati del Ministero
I tempi della giustizia non sono mai stati così buoni. A dirlo sono i dati della Cepej, la Commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa, che ogni due anni pubblica un rapporto sullo stato di salute della giustizia in tutti i paesi membri.
Dati inseriti nel resoconto “Più giustizia” sui nuovi progetti, risultati e obiettivi del Ministero della Giustizia presentato dal Guardasigilli Andrea Orlando.
Registrato un trend positivo nel primo semestre del 2017. I tempi della giustizia per gli affari di primo grado si stabilizzano sui 360 giorni, come registrato dal Cepej, mentre nel 2012 il dato era di 547 giorni.
Per quanto riguarda i soli contenziosi, nel 2015 i tempi medi si attestavano a 1.007 giorni, mentre nei primi sei mesi di quest’anno il dato è sceso a 928 giorni.
Migliorano anche le pendenze. Si passa dai 5 milioni di affari pendenti del 2009 ai a 3,1 milione di affari pendenti.
Andamento positivo dei tempi della giustizia si ha soprattutto grazie alla riduzione dell’arretrato ultratriennale a rischio indennizzi legge Pinto. Riduzione di oltre un terzo negli ultimi tre anni, “vi è un calo costante – commenta il guardasigilli – dagli oltre 600mila del 2013 ai 420mila di quest’ultimo semestre”.
La riduzione dell’arretrato ultratriennale ha permesso di ridurre il debito Pinto. Debito riconosciuto nei confronti di chi ha dovuto affrontare un processo di durata irragionevole e ha quindi richiesto un’equa riparazione pe il danno subito. Grazie ad un piano straordinario e una task forze si è ridotto il debito di 120 milioni evitando anche nuove azioni esecutive.
Molte le novità in programma per il ministero della Giustizia.
Nel resoconto “Più giustizia” sono contenute molte novità. Con l’obiettivo di migliorare ancora i tempi della giustizia sono state predisposte riforme, innovazioni tecnologiche, nuove risorse e finanze da destinare al ministero.
Nel 2014 è stato avviato un processo di digitalizzazione, che riceve nuove risorse per continuare sulla strada dell’informatizzazione della giustizia.
Un processo che non solo ha ridotto i tempi della giustizia, grazie ad esempio all’introduzione del processo telematico, ma che aprirà anche nuove posizioni lavorative. Saranno 5100 le nuove unità che verranno assunte dal Ministero tra bandi di mobilità, concorso per assistenti giudiziari e le nuove risorse del digitale.
Tra e novità più importanti anche gli sportelli di prossimità. Front office giudiziari distribuiti sul territorio. Strutture pubbliche di contatto tra cittadini e ministero che rappresentano un nuovo modello organizzativo volto a favorire l’accesso dei cittadini al sistema giustizia.
Agli sportelli di prossimità si potranno ricevere informazioni sullo stato dei procedimenti civili e sui contenziosi, ricevere comunicazioni di Cancelleria, e depositare telematicamente il nome dei cittadini. Inoltre gli operatori distribuiranno moduli e daranno supporto nella predisposizione di atti che le parti possono redigere senza l’ausilio di un avvocato.
Entro la fine dell’anno gli sportelli di prossimità saranno aperti in via sperimentale in Piemonte, in Liguria e in Toscana. Previsti però in tutte le regioni italiane, aperti nelle città che hanno perso i tribunali.
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