Famiglia avvelenata dal tallio, c’è una terza vittima

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Continua il dramma della famiglia avvelenata dal tallio: dopo il padre e la figlia, è deceduta anche la madre. Ancora ricoverata la seconda figlia

Non sembra avere fine la tragedia della intera famiglia avvelenata dal tallio a Desio, in provincia di Monza. Ieri è morta anche Maria Gioia Pittana, colpita da intossicazione del metallo pesante.
La donna era la moglie di Giovanni Battista Del Zotto e madre di Patrizia, entrambi deceduti in ospedale a Desio (Monza) il 2 ottobre scorso.
La notizia è stata diffusa dalla Direzione Generale dell’Asst di Monza. Nei giorni scorsi era emerso che non era l’acqua del pozzo artesiano di Varmo (Udine), dove la famiglia avvelenata dal tallio era stata in vacanza in agosto, la causa della intossicazione.
Le analisi di laboratorio, infatti, hanno escluso la presenza del metallo pesante nell’acqua del pozzo in questione.
Era caduta così una delle ipotesi che erano state formulate per cercare di spiegare le cause dell’avvelenamento. Intanto proseguono gli accertamenti per capire quando, dove e come i Del Zotto abbiano assunto il potente veleno.
Esclusa la contaminazione dell’acqua, gli inquirenti attendono gli esiti delle analisi degli altri campioni di materiale biologico. Questi sono stati prelevati nei giorni scorsi nella residenza di campagna in cui la famiglia ha soggiornato ad agosto.

Sono ancora attesi gli esiti dei test prelevati dagli inquirenti su campioni di escrementi di piccione, di topo, su sacchettini di topicida e animali morti, prelevati nel casale di Varmo.

Non solo. Gli investigatori stanno esaminando anche delle patate. C’è infatti il sospetto che possano essere state contaminate da topicidi a seguito di una derattizzazione eseguita nel periodo estivo.
Secondo quanto riferito ai Carabinieri dalla badante della famiglia, durante le vacanze tutti avrebbero consumato purè in gran quantità.
Un dettaglio che potrebbe, forse, spiegare come sono andate le cose per l’intera famiglia intossicata dal tallio.
In particolare Patrizia Del Zotto, vegana e allergica a vari alimenti, era solita mangiare molte verdure. E lei è stata la prima vittima, nonché quella che ha mostrato subito le condizioni più gravi.
Nel frattempo, i primi esiti dell’autopsia, disposta dal pm di Monza Vincenzo Nicolini, hanno confermato il decesso per avvelenamento da metallo pesante.

È stato intanto aperto un fascicolo a carico di ignoti per l’ipotesi di omicidio colposo.

Intanto, il dottor Vittorio Baldini, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Generale dell’ospedale di Desio, in un’intervista a “Il Giorno”, ha spiegato come dalle analisi ematiche della terza vittima siano emerse altissime concentrazioni di tallio.
“Certamente – ha affermato il dott. Baldini – i valori del tallio sia a livello plasmatico che urinario risultavano ancora elevati anche se in riduzione, ma è difficile affermare che sia stata questa la causa del decesso visto che la signora presentava già un quadro clinico compromesso a seguito dei gravi problemi neurologici presenti e di uno stato di coscienza critico”.
Il grande mistero sembra tuttora riguardare le modalità dell’intossicazione da tallio.
“Come sia stato assunto rimane del tutto incerto. – conclude l’esperto – Tra l’altro, per la medicina si tratta di una casistica quasi completamente sconosciuta e per questo di elevato interesse scientifico. Dopo questa drammatica esperienza potremo capire meglio effetti e decorso dell’intossicazione da tallio”.
 
 
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