La Cassazione ha fornito chiarimenti in merito alle conseguenze dei cattivi odori della canna fumaria e agli eventuali risarcimenti ai vicini
Se i cattivi odori della canna fumaria disturbano il vicino, può spettargli un risarcimento?
In proposito si è espressa la Corte di Cassazione con la sentenza numero 50620/2017 del 7 novembre scorso.
Secondo i giudici, la presenza di una fessurazione a poca distanza dalla casa del danneggiato e le testimonianze sui cattivi odori della canna fumaria sono sufficienti per una condanna.
Pertanto, i condomini che sono costretti a sopportare cattivi odori della canna fumaria dei vicini potranno essere risarciti dei danni subiti in conseguenza delle sgradevoli immissioni.
Nel caso di specie, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dai proprietari di un appartamento la cui canna fumaria disturbava i vicini.
Per i giudici, la condanna al risarcimento del danno era stata giustamente valutata dalla Corte territoriale che l’aveva ritenuta immune da vizi logici.
Questo anche in considerazione dell’accertata esistenza di una fessurazione nella canna fumaria, posta a circa un metro di distanza dall’appartamento dei vicini di casa danneggiati.
Nel ricorso le parti avevano lamentato l’assenza di un accertamento dei limiti di normale tollerabilità di cui all’articolo 844 del codice civile.
Secondo la Cassazione, però, ai fini della condanna sono sufficienti due elementi.
In primis, l’ispezione con la quale si era accertata la presenza della fessurazione. Poi, le deposizioni dei testimoni, i quali avevano confermato la “regolare e costante provenienza dalla stessa di odori di cucina sgradevoli”.
Sulla vicenda si erano svolti altri giudizi, tutti conclusi con decisioni conformi.
Pertanto, il ricorso in Cassazione da parte dei condomini è stato ritenuto inammissibile. Pertanto, risulta confermata la condanna al risarcimento dei danni.
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