Rotavirus, nella pioniera Regione Sicilia grazie al vaccino sono diminuiti della metà i ricoveri causati dal virus responsabile della gastroenterite acuta.
Dalla Sicilia, regione pioniera, è stata estesa in tutta Italia la vaccinazione contro il rotavirus responsabile della gastroenterite acuta. La patologia può diventare preoccupante e grave se colpisce un bimbo in tenera età.
A prevedere l’estensione della vaccinazione il nuovo Piano di prevenzione vaccinale.
“Ben venga un Piano nazionale di prevenzione vaccinale che mette tutti i bambini italiani in condizioni di avere questo ausilio fin dalla primissima età”, sottolinea all’AdnKronos Francesco Vitale, professore ordinario di Igiene dell’Università di Palermo.
Vitale illustra i dati dell’esperienza siciliana a margine dei lavori del 50esimo Congresso nazionale della Società italiana di igiene-Siti.
“In Sicilia – ricorda – questo tipo di vaccinazione è stata inserita nel 2013. Prima l’impatto della patologia dovuta al rotavirus per i bambini molto piccoli era di circa 1.000 ospedalizzazioni nella regione.
Le ospedalizzazioni potevano avere per alcuni bimbi valori di gravità severa. I problemi sorgono per gli squilibri provocati dalla depauperazione e di liquidi dovuti alle scariche di diarrea”.
“Oggi, a 4 anni di distanza – riferisce ancora Vitale – la media regionale di copertura vaccinale è intorno al 50% con punte del 70% in alcune province. Mediamente abbiamo osservato una riduzione dell’ospedalizzazione per rotavirus ben oltre il 50%.
Inoltre, dalle verifiche fatte non abbiamo rilevato effetti collaterali inerenti alla vaccinazione. Pertanto, andiamo avanti e cerchiamo di migliorare le coperture vaccinali che dovrebbero arrivare all’85-90% per riuscire a bloccare la circolazione del rotavirus.
Si tratta di un vaccino che non ha alcun tipo di controindicazione, è assolutamente sicuro e dà garanzie di preservare il bambino da queste forme di gastroenterite.
Pertanto – conclude – poiché tra i bambini ci sono quelli che le malattie le superano serenamente e ce ne sono alcuni che sono invece più fragili, noi dobbiamo vaccinare tutti quelli che si possono vaccinare per tutelare anche quelli più fragili”.
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