Soldi rubati ai disabili sotto tutela della Asl: impiegata licenziata

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È stata licenziata l’impiegata ritenuta responsabile per i soldi rubati ai disabili sotto tutela della Asl. La donna non avrebbe fatto ricorso

Erano destinati a malati psichiatrici i soldi rubati ai disabili sotto tutela della Asl da una sua dipendente.
Una scoperta – quella fatta dai carabinieri nella “Asl Città di Torino” di via San Secondo – che è costata il licenziamento alla donna. I soldi rubati ai disabili sotto tutela della Asl sarebbero tanti, per un danno di oltre 200 mila euro.

Ma andiamo ai fatti

La vicenda che ha fatto partire i controlli dei carabinieri risale al 2016. Nella pratica di una disabile mancavano alcune ricevute. Gli importi erano annotati, ma erano assenti documenti che li dimostrassero, e potessero dettagliarli. Spese per circa 20 mila euro senza una spiegazione.
A rubare quel denaro è stata proprio un’impiegata dell’Ufficio dell’Asl delegato a proteggere quelle persone in difficoltà. La donna aveva un contratto co.co.co. e da due mesi è stata licenziata.

Nel corso di alcuni controlli da parte delle forze dell’ordine, i carabinieri avrebbero raccolto documenti decisivi sull’amministrazione delle tutele negli ultimi anni. Scoprendo movimenti poco chiari che hanno portato al licenziamento della donna.

Tutto era partito da una segnalazione in procura fatta dalla stessa Asl. La segnalazione in oggetto, riguardava proprio il patrimonio della malata psichiatrica di cui sopra, affidata a un’impiegata dell’”Ufficio tutele”. Era la donna, infatti, a doversi occupare del denaro della disabile, sempre in esecuzione delle prescrizioni del giudice tutelare.
Generalmente, le spese ordinarie sono autorizzate e disciplinate una volta per tutte; poi, ci sono le spese straordinarie, che vanno autorizzate di volta in volta. Ma le spese non dettagliate per un ammontare di 20 mila euro hanno insospettito.
L’Ufficio tutele ha quindi deciso per il licenziamento dell’impiegata e la denuncia in procura. Il punto, adesso, è che l’indagine in corso riguarderebbe altri 200 mila euro rubati negli anni ai disabili.
In quell’ufficio lavorano dieci dipendenti, di cui 4 sono assistenti sociali, che devono valutare le esigenze dei disabili per compilare l’elenco delle spese da far autorizzare al giudice. Oltre a loro, ci sono i sei impiegati amministrativi con il compito di gestire le pratiche. I malati sotto tutela sono oltre 600, 100 per ogni impiegato.
Adesso la Asl vuole vederci chiaro e capire se ci siano state altre irregolarità. Sarà ora compito della Procura e degli investigatori accertare cosa sia avvenuto.
 
 
 
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