È il secondo del Mezzogiorno il bisturi a raggi gamma per il cervello inaugurato ieri a Bari nella sede di Anthea Hospital dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Tra i suoi vantaggi, nessun ricorso a chirurgia intracranica e salvaguardia dei tessuti sani.
Si chiama Gamma Knife l’innovativa apparecchiatura a disposizione per la cura dei tumori del cervello inaugurata ieri, a Bari, dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.
L’inaugurazione del dispositivo è avvenuta all’Anthea Hospital, del gruppo Gvm Care & research, struttura sanitaria accreditata con il servizio sanitario nazionale.
Ma in cosa consiste questa tecnologia rivoluzionaria?
Si tratta di un vero e proprio bisturi a raggi gamma. Questo risulta estremamente utile nella lotta e nella cura dei tumori cerebrali maligni e benigni. La tecnologia Gamma Knife è innovativa in quanto in grado di preservare i tessuti sani.
Si tratta, inoltre, del secondo strumento simile del Mezzogiorno (il primo è a Catania) e non avrà alcun costo per il Sistema Sanitario Nazionale. Questo poiché rientra nel normale rimborso tariffario riconosciuto alla struttura sanitaria nell’ambito del tetto di rimborso per la Neurochirurgia.
“Lo strumento – ha spiegato Emiliano – è stato finalmente inserito, dopo essere stato installato 11 anni fa, nella normale attività sanitaria rivolta ai cittadini, grazie al nostro impegno nel decidere di sbloccare la situazione, prevedendo la tariffazione di questa apparecchiatura”.
Questa metodica senza incisioni chirurgiche nella cura delle gravi patologie encefaliche potrà consentire di ottenere cure di altissimo livello.
La strumentazione Gamma Knife è stata inaugurata alla presenza del presidente di Gvm Care&Research, Ettore Sansavini, del vicepresidente Giuseppe Speziale e del sindaco di Bari, Antonio Decaro.
Secondo Sansavini, si tratta di un’attrezzatura dalla riconosciuta capacità d’intervenire in casi che non hanno alternativa terapeutica chirurgica.
Il bisturi a raggi gamma “consente ad Anthea Hospital di essere – ha concluso Sansavini – un punto di riferimento per la cura delle gravi patologie encefaliche e per la buona sanità del Mezzogiorno”.
Molti i vantaggi di quesa tecnologia. I principali saranno tempi sostanzialmente ridotti e nessun ricorso a chirurgia intracranica. Ma, soprattutto, la salvaguardia dei tessuti sani attraverso una somministrazione di radiazioni localizzata al bersaglio.
E non è tutto. La procedura, infatti, non necessita di anestesia generale e d’incisione.
Pertanto, al paziente viene applicato un casco per la diagnosi con immagini della situazione intracranica.
Tutti esami strumentali che consentiranno di stabilire con certezza millimetrica il punto della lesione da trattare attraverso l’irradiazione.
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