Un analisi dimostra che il corso di laurea in fisioterapia è il più attrattivo tra quelli disponibili in area sanitaria
Laurea in fisioterapia sul podio tra le professioni sanitarie. E’ il corso di laurea più ambito tra quelli che afferiscono alle facoltà di medicina e chirurgia degli atenei italiani.
Lo rivela il rapporto annuale elaborato da Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza nazionale dei Corsi di laurea delle professioni sanitarie, esperto del Miur e docente al corso di laurea in Tecniche di Neurofisiopatologia dell’Università di Bologna.
Per l’anno accademico 2018/2019 per il corso di laurea a ciclo unico in medicina e chirurgia e odontoiatria sono state registrate 90.806 domande (su un totale di 10.875 posti disponibili) con un aumento delle domande di accesso del 2,4% rispetto al precedente anno accademico.
Le domande per i corsi di laurea delle 22 professioni sanitarie si fermano a 79.450 (su un totale di 24.681 posti disponibili) con una diminuzione delle richieste del 6,6% in un anno.
Mediamente si hanno 8,3 domande per posto disponibile per il corso di laurea in medicina e chirurgia e odontoiatria e 3,2 domande per posto disponibile per le 22 professioni sanitarie.
“Per le professioni sanitarie – spiega Mastrillo – si rileva una lieve riduzione dei fabbisogni formativi da parte di quasi tutte le Regioni con -622 posti (-2,6%) tra i 24.233 dello scorso anno e gli attuali 23.611. Mentre le categorie hanno proposto un fabbisogno più alto, con 27.807 posti, che però sono comunque 1.475 in meno rispetto allo scorso anno (–5,0%).
È invece quasi invariato il potenziale formativo offerto dagli Atenei al ministero dell’Università con 26.617 posti rispetto ai 26.811 del 2017 (-0,7%)”.
Rapporto domanda/posto
La laurea in fisioterapia è tra le più attrattive in quanto ha il maggior numero di richieste. 26.516 richieste, con 13,1 domande per posto disponibile (in tutto sono infatti solo 2.029 i posti messi a disposizione per questo corso di laurea), seguito con 8,9 domande per un posto del corso di laurea in logopedia e con 8,4 per i dietisti e poi 8,3 domande per la laurea a ciclo unico in medicina e odontoiatria.
Nonostante il calo di un punto percentuale rispetto all’anno accademico precedente (13,1 domande contro le 14,1) la laurea in fisioterapia rimane la più ambita.
Fanalini di coda delle richieste dei giovani per le lauree sanitarie sono le professioni di assistente sanitario (0,7 domande per un posto), tecnico audiometrista (1 domanda per un posto) e tecnico della prevenzione del lavoro (1,2).
Ma anche lauree più gettonate, come quella infermieristica con 21.813 domande su 14.723 posti disponibili, vede un livello di attrattività relativamente basso con una media di 1,5 domande per posto disponibile che sale però a 3,8 domande per posto per l’infermiere pediatrico (che ha però solo 159 posti disponibili).
Offerta formativa
Per le professioni sanitarie, ogni Ateneo ha attivato in media 11 corsi di laurea.
L’unica Università ad attivare tutti i 22 corsi è Milano statale, seguono Roma Sapienza con 21 corsi, Roma Tor Vergata 19, Torino 17, Genova, Padova, Napoli Federico II e Bari 16, Pavia, Bologna e Roma Cattolica con 14.
Chiudono la classifica con 7 corsi Milano Bicocca, Trieste, Perugia, Catanzaro e Cagliari, con 5 Novara, Udine e Foggia, con 4 Salerno e Sassari, con 3 Milano S. Raffaele e Roma Campus, con 2 corsi Milano Humanitas e Campobasso.
Sbocchi professionali
Il report analizza anche in che misura i giovani laureati trovano sbocchi professionali adeguati ai loro studi. L’84% degli studenti di un corso di laurea in fisioterapia trova lavoro.
Le 22 professioni sanitarie rispetto ai dati 2016, si confermano infatti per l’alto tasso occupazionale ai primi 5 posti igienista dentale con l’89%, logopedista e terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva con l’88%, fisioterapista 84% e podologo con l’83 per cento.
Di fatto, sottolinea Mastrillo nel suo report sono tutti profili che operano prevalentemente come liberi professionisti, oltre che in parte anche come dipendenti pubblici. Si tratta di professioni non toccate quindi dal blocco delle assunzioni degli ultimi anni nel pubblico impiego.
Al contrario, agli ultimi 5 posti, fra il 47% e il 33%, si trovano alcune professioni tecniche con rapporto di lavoro dipendente, specie pubblico, come i tecnici di radiologia e i tecnici della prevenzione con il 47%, seguiti dai tecnici di laboratorio al 37%, di audiometria con il 35% e a chiudere i tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria con il 33%, che si confermano stabilmente ultimi negli ultimi quattro anni.
Per l’alta numerosità degli abilitati, circa 425mila, è proprio l’infermiere a incidere statisticamente sul totale delle 22 professioni.
Nella stessa area c’è la professione di ostetrica, che ha un analogo trend positivo e sale di 9 punti percentuali, dal 44% al 53%. La perdita sul 60% di 10 anni fa è di soli 7 punti percentuali.
Rilevanti anche le fluttuazioni per altre professioni, come ad esempio tecnico di neurofisiopatologia, in salita dal 58% al 65%. Comunque la perdita in questo caso è di appena 3 punti percentuali sul 68% del 2007 e una media totale del 65 per cento.
Barbara Zampini
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