Sono circa 30mila gli incidenti che caratterizzano ogni anno la stagione invernale. Per prepararsi agli sport sulla neve sono fondamentali stretching e potenziamento muscolare
L’inizio dell’inverno dà il via alla stagione degli sport sulla neve, in particolare gli sci. Nel periodo compreso tra natale e i primi giorni dell’anno nuovo, però, si registra un preoccupante picco di infortuni. “La stagione degli sport invernali è gravata da oltre 30.000 infortuni, specialmente tra chi si presenta all’attività fisica completamente impreparato”. A spiegarlo è Davide Guasti, responsabile del reparto di Ortopedia e Medicina Sportiva del Centro Medico Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia.
“Per evitare di incorrere in un infortunio è necessario effettuare un allenamento nei mesi precedenti l’inizio della stagione”. In particolare, sono tre – secondo l’esperto – le attività da svolgere per prepararsi adeguatamente: il potenziamento muscolare, lo stretching e il rinforzo propriocettivo.
“Il potenziamento muscolare – prosegue Guasti – è fondamentale perché consente di rinforzare la muscolatura e quindi dare stabilità alle articolazioni. I muscoli principali da rinforzare per le attività sportive invernali sono il quadricipite, i muscoli addominali e i muscoli delle spalle. Lo stretching, invece, è un allungamento delle strutture muscolari e delle strutture capsulo-legamentose che consente di avere maggiore elasticità per essere pronti ad ogni evenienza, da effettuare sia prima dell’attività sportiva che alla fine di essa”.
Il rinforzo propriocettivo – sottolinea lo specialista– è invece molto spesso sottovalutato.
“E’ molto importante perché consente di esercitare i recettori periferici del senso della posizione”. Questi, consentono al nostro cervello di avere sotto controllo le strutture più periferiche, in particolare i piedi e le caviglie, molto importanti negli sport sulla neve.
Statisticamente è dimostrato che nella prima ora di attività e nell’ultima avvengono il maggior numero di infortuni, specialmente nel periodo che coincide con le festività. “La metà di questi infortuni – evidenzia Guasti – capitano a chi svolge attività sportive invernali per la prima volta o comunque da meno di un anno”. Si tratta spesso di neofiti che sottovalutano la prestanza fisica necessaria ad affrontare queste attività.
Gli infortuni riguardano gli arti inferiori nel 60% dei casi e gli arti superiori nel 20%. Meno frequenti i traumi cranico-facciali, che possono causare conseguenze molto gravi. L’utilizzo degli scarponi ha reso i traumi al ginocchio i più comuni tra chi va sugli sci. I traumi a polsi, gomiti e spalle, invece, riguardano principalmente chi sceglie lo snowboard.
Molta attenzione va prestata poi alla carenza di neve.
“Se nelle piste troviamo poca neve, praticare questi sport diventa ancora più pericoloso”, afferma Guasti. Se in ridotte quantità, infatti, il manto nevoso tende a sciogliersi nelle ore più calde per poi ghiacciare di notte. In tal modo si creano delle lastre di ghiaccio che facilitano le cadute con conseguenti traumi.
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