Gli Ordini delle professioni infermieristiche condannano gli atti di violenza di Settingiano preannunciando provvedimenti disciplinari severi e adeguati alla gravità del caso
Gli Ordini delle professioni infermieristiche di Catanzaro e Vibo Valentia intervengono in relazione all’inchiesta che vede indagati 16 dipendenti di una residenza sanitaria assistenziale di Settingiano, in Calabria. Tra loro figurano, infatti, anche alcuni infermieri, accusati di “gravi e ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici” ai danni di anziani ospitati nella struttura.
“Qualsiasi atto di violenza – affermano i presidenti Concetta Genovese e Stefano Moscato – va condannato, specie se a subirne sono pazienti anziani, non autosufficienti e fragili. Naturalmente, determinati comportamenti sono adducibili al singolo individuo che non si può ritenere appartenente alla categoria degli infermieri”.
I rappresentanti della Associazioni precisano che “la figura dell’infermiere, deontologicamente consiste nell’assistere, nel curare e nel prendersi cura della persona”. Il tutto “nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell’individuo”.
“L’infermiere – si legge in una nota – presta assistenza secondo principi di equità e giustizia, tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali, nonché del genere e delle condizioni sociali della persona. Il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e dei principi etici della professione è condizione essenziale per l’esercizio della professione infermieristica.
Pertanto – sottolineano Genovese e Moscato – “singoli ed isolati comportamenti delinquenziali, non possono e devono infangare una professione che viene svolta con sacrificio, spirito e senso del dovere da tutti gli infermieri che quotidianamente si dedicano alla cura del paziente professionalmente e moralmente”.
Gli Ordini chiariscono che non esiteranno a procedere con provvedimenti disciplinari severi e adeguati alla gravità del caso, a partire dalla sospensione dall’esercizio della professione, in attesa, secondo la legge, che si concludano le indagini della Magistratura. I presidenti invitano altresì i dirigenti delle strutture cliniche pubbliche e private ad una vigilanza più accurata e ad una segnalazione all’ordine di appartenenza al minimo sospetto di maltrattamenti o azioni lesive perpetrate nei confronti di ogni cittadino senza distinzione di età, sesso, razza e religione.
“L’infermiere – conclude la nota – orienta la sua azione al bene dell’assistito di cui attiva le risorse sostenendolo nel raggiungimento della maggiore autonomia possibile, in particolare, quando vi sia disabilità, svantaggio, fragilità”.
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