Secondo il perito incaricato dalla Procura il camice bianco avrebbe agito secondo le linee guida. Ma il paziente, vittima di una perforazione dell’intestino durante una esofagogastroduoduenoscopia  si è opposto alla richiesta di archiviazione chiedendo l’imputazione coatta

Era stato sottoposto nel gennaio del 2018 a una esofagogastroduoduenoscopia presso il nosocomio di Alba. A distanza di alcuni giorni era tornato in ospedale lamentando forti dolori all’addome. Gli accertamenti avevano evidenziato una perforazione dell’intestino. Da li la necessità di effettuare una nuova operazione.
L’uomo, un 74enne residente in provincia di Asti, ha quindi deciso di chiedere giustizia per i danni patiti a causa della presunta imperizia dei sanitari. In particolare, lamenta di aver dovuto affrontare, oltre all’intervento ‘riparatore’, un lungo e complesso periodo di riabilitazione, caratterizzato dal bisogno di mantenere costantemente la posizione supina.

Inoltre sostiene di essere stato costretto ad avvalersi di una costante assistenza durante le ore notturne prestata da personale infermieristico.

La perizia disposta dalla Procura, come riportano alcuni organi di stampa locali, ha confermato la presenza della perforazione intestinale. Tuttavia, secondo il consulente incaricato, l’intervento sarebbe stato realizzato nel pieno rispetto delle linee guide prescritte per la tecnica endoscopica adottata. Peraltro, la letteratura scientifica in materia attesterebbe una non trascurabile percentuale di possibilità rispetto al  verificarsi di episodi simili. Ciò anche anche nel caso di manovre ben condotte dai medici.
Il Pm, basandosi sulle conclusioni dell’esperto, ha quindi escluso la responsabilità del professionista indagato lasciando aperta la possibilità di un risarcimento in sede civile. Da qui la domanda di archiviazione del fascicolo. Il paziente però, attraverso il suo legale,  si è opposto a tale richiesta, chiedendo che sul caso venga disposta una nuova perizia. Laddove la sua istanza non venga accolta, il 74enne chiede l’imputazione coatta del camice bianco. Si attende ora la decisione del Gip.
 
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