Con la recente sentenza depositata il 7 maggio 2026, la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sul delicato tema dell’accertamento del nesso eziologico in tema di responsabilità medica in un caso di errore al triage e di un successivo ictus in pronto soccorso. La pronuncia ribadisce che, in caso di impugnazione della sentenza assolutoria ai soli effetti civili (ex art. 576 c.p.p.), il giudice deve applicare lo standard probatorio civilistico della “preponderanza dell’evidenza”. Tuttavia, qualora le obiettive incertezze scientifiche sul decorso clinico impediscano di ritenere “più probabile che non” l’efficacia salvifica della condotta omessa, il risarcimento del danno non può essere accordato (Corte di Cassazione, quarta penale, sentenza 7 maggio 2026, n. 16500).
Il perimetro della vicenda processuale
La vicenda giunta al vaglio degli Ermellini trae origine dal tragico decesso di una giovane donna di ventitré anni, colpita da un raro ed esteso ictus ischemico. A seguito dell’accaduto, un infermiere…





