In estate cuore più a rischio, fondamentale il soccorso veloce

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Con il  “Fast track” dell’infarto possibilità di sopravvivenza superiori del 70%

Compie dieci anni il ‘fast track’ dell’infarto, un percorso salva-cuore che permette a chi è colpito da attacco cardiaco di essere soccorso in tempi brevissimi aumentando considerevolmente, di circa il 70%, le proprie possibilità di sopravvivenza.

In occasione della prima grande ondata di esodo vacanziero dell’estate 2016 la Società Italiana di Cardiologia – GISE –  ha voluto ricordare l’importanza di tale strumento, alla luce del fatto che caldo e sforzi rappresentano un rischio in più per il cuore.

I problemi cardiovascolari rappresentano la principale causa di decessi in Europa e in Italia. Oggi, tuttavia, grazie a tempestività d’intervento e innovazione chirurgica e strumentale la mortalità  si è notevolmente ridotta passando dai 260mila decessi annui degli anni ’80 agli attuali 220mila.

Per accedere al ‘fast-track’ dell’infarto occorre rivolgersi immediatamente al 118 non appena si ravvisano i primi segnali di un possibile attacco cardiaco, riconoscibile in genere da un dolore toracico opprimente al centro del petto, irradiato al braccio sinistro e da una sudorazione fredda.

“Quello che noi chiamiamo il ‘fast-track’ – spiega Giuseppe Musumeci, presidente GISE – è un concetto molto semplice: è un percorso salva-vita con accesso diretto ai laboratori di emodinamica, previa valutazione dei soccorritori del 118 intervenuti su chiamata al domicilio del paziente. In sostanza si innesca automaticamente chiamando il 118, evitando invece di andare al pronto soccorso e rischiando di perdere tempo prezioso”.

“Questo percorso – continua Musumeci – è oggi disponibile nell’80% dei laboratori di emodinamica italiani (rispetto al 42% del 2008) e negli ultimi dieci anni si è triplicato il numero di angioplastiche salvavita Italia arrivando a circa 33.000 nel 2015. La rete emodinamica dispone sul territorio di 272 laboratori, di cui 188 attivi 24 ore su 24, in grado cioè di praticare un intervento di angioplastica in urgenza con l’apposizione di un palloncino o di uno stent, a seconda delle necessità, oggi garantito a quasi il 70% di pazienti infartuati contro solo il 35% di pazienti del 2008″.

L’efficienza e l’efficacia della cura tuttavia non bastano; per mantenere il cuore in salute occorre anche attenzione alla terapia post intervento e a uno stile di vita corretto che preveda controllo del peso, dell’alimentazione e una regolare attività fisica. Perpetrando comportamenti scorretti, invece, la salute del cuore può essere messa  a repentaglio, soprattutto per quanto riguarda i soggetti a rischio.

In particolare chi deve fare maggiore attenzione sono soprattutto gli uomini di età superiore ai 45 anni, specie se con familiarità per malattia cardiovascolare e portatori di altre patologie come diabete, ipercolesterolemia, ipertensione o accaniti fumatori di sigaretta, amanti della dieta grassa e della vita sedentaria. “Tutte caratteristiche – conclude Musumeci – che, con l’approssimarsi della stagione estiva, del caldo, del bel tempo e del desiderio di iniziare senza allenamento un’attività, anche piccola, possono sommarsi e diventare molto pericolose”.

 

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