‘Bimbi piuma’, a Natale operato con successo un neonato di appena 750 grammi

0

L’intervento, realizzato al Policlinico di Milano, si è reso necessario a causa di una perforazione dell’intestino

E’ venuto al mondo dopo appena 25 settimane di gestazione. Quando ha visto la luce pesava appena 750 grammi; un ‘bimbo pima’, come vengono definiti i neonati al di sotto del chilo e mezzo di peso.  Dopo una settimana di vita ha cominciato a sviluppare dei sintomi che hanno preoccupato il personale medico che lo aveva in cura. Il piccolo presentava una grave perforazione intestinale, una complicanza non comune che ha richiesto il trasferimento d’urgenza al Policlinico di Milano, struttura che dispone di una delle Terapie intensive neonatali più importanti d’Europa. “La perforazione intestinale in bimbi così delicati – spiega Ernesto Leva, direttore della Chirurgia pediatrica dell’Irccs – può verificarsi a causa di problemi di circolazione del sangue: il loro intestino è molto immaturo e questo aumenta il rischio che qualcosa non funzioni correttamente”.

Il bimbo è arrivato al Policlinico la sera della vigilia di Natale. L’intervento, iniziato attorno alla mezzanotte, si è concluso con successo intorno alle 2.30 del mattino. Ora sta bene, fanno sapere dalla struttura sanitaria meneghina, e ha un decorso regolare per un bimbo comunque delicato e che ha bisogno di molte cure. Lo aspetta una degenza lunga, circa 2 o 3 mesi per raggiungere un peso intorno a 1,8-2 kg, ma grazie all’intervento chirurgico e all’assistenza attenta dei neonatologi tutto sembra procedere per il meglio. Al momento il neonato viene nutrito con alimentazione parenterale; a una settimana dall’intervento potrà cominciare a prendere il latte.  Il reparto in cui trova è dotato di apparecchiature con cui i piccoli vengono costantemente monitorati.

Sono circa 5mila i bimbi sotto i 1.500 grammi che nascono ogni anno in Italia, un migliaio dei quali pesano meno di un chilo. Si tratta di numeri piccoli, ma il fenomeno delle nascite premature è in aumento per vari motivi: dall’età media delle mamme che aumenta, allo stile di vita più attivo e stressante accompagnato da qualche vizio che non aiuta. Per intervenire su tali corpicini è necessaria, in primo luogo, una grande esperienza. “Siamo addestrati a lavorare su tessuti molto piccoli e fragili e rapidamente – afferma Leva – così come gli anestesisti che devono gestire un essere così piccolo”. “Tali interventi – ribadisce Fabio Mosca, direttore della Neonatologia e della Terapia intensiva neonatale del Policlinico – richiedono un’equipe specializzata. Il bambino prima va stabilizzato in Terapia intensiva neonatale, e quando i parametri vitali sono stabili viene portato con una culla speciale in sala operatoria dove interviene un team competente nel campo della microchirurgia”.

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui