Il profilo colposo, presente in capo al minore, non è idoneo a interrompere il nesso causale, ma determina una riduzione del risarcimento ex art. 1227 comma 1 c.c. per la misura del 40% (Tribunale di Civitavecchia, Sentenza n. 911/2021 del 15/09/2021 RG n. 2299/2017)

I genitori della bambina danneggiata chiamano a giudizio il Comune di Civitavecchia al fine di sentirlo condannare al risarcimento dei danni conseguenti alle lesioni patite per il sinistro occorso in data 25.09.2015, alle ore 16,00 circa, allorquando in Civitavecchia in Viale della Vittoria, dopo essere scesa dalla vettura, aveva appoggiato il piede all’interno di una buca sulla strada cadendo a terra.

Il Comune convenuto a giudizio deduce che la caduta della bambina era dovuta all’erroneo posizionamento del veicolo e contesta la carenza di prova circa la verificazione dell’evento e in ogni caso la colpa del genitore nella vigilanza della figlia.

Il Giudice dispone prove testimoniali e CTU Medico-Legale.

La prova testimoniale, ha consentito di accertare la dinamica dell’evento.

La teste ha dichiarato: “quel giorno mi trovavo a Civitavecchia alla guida della mia macchina e stavo parcheggiando lungo Viale della Vittoria a lato del marciapiede. Ho visto la signora che stava parcheggiando davanti a me (…) La macchina Fiat Punto è stata parcheggiata negli appositi spazi. La zona si trova in pieno centro cittadino (…) Ho visto la bambina, che conoscevo di vista, scendere dalla macchina sul lato mare. La bambina ha messo il piede a terra ma è subito caduta in avanti. La madre, era a lato della macchina e stava facendo uscire la bambina. Precisamente la mamma è uscita, ha alzato il sedile posteriore della macchina che ha soltanto due sportelli e stava sorvegliando la sua uscita ed è stata colta di sorpresa nel vedere la bambina cadere. Non ha fatto in tempo ad afferrarla in quanto è caduta improvvisamente. A quel punto mi sono avvicinata ed ho visto che nel punto dove è caduta la bambina c’è una buca che non si vede bene in quanto si trova immediatamente sotto il marciapiede. La buca non era segnalata in alcun modo. La bambina urlava dal dolore ed è stata portata al pronto soccorso”.

Il Giudice osserva che la responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia, ha carattere oggettivo, essendo sufficiente, per la sua configurazione, la dimostrazione da parte dell’attore del verificarsi dell’evento dannoso e del suo rapporto di causalità con il bene in custodia: una volta provate queste circostanze, il custode, per escludere la sua responsabilità, ha l’onere di provare il caso fortuito, ossia l’esistenza di un fattore estraneo che, per il suo carattere di imprevedibilità e di eccezionalità, sia idoneo ad interrompere il nesso causale.

Su tale tema, la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull’evento dannoso, in applicazione dell’art. 1227, comma 1, c.c., richiedendo una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà espresso dall’art. 2 Cost..

In altri termini, ciò significa che quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando sia da escludere che lo stesso comportamento costituisca un’evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale, connotandosi, invece, per l’esclusiva efficienza causale nella produzione del sinistro.

Più in particolare, nel caso di caduta di pedone in una buca sulla strada non risulta predicabile la ricorrenza del caso fortuito a fronte del mero accertamento di una condotta colposa della vittima, richiedendosi, per l’integrazione del fortuito, che detta condotta presenti anche caratteri di imprevedibilità ed eccezionalità tali da interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno.

Ebbene, dalle prove testimoniali si evince la prova dell’alterazione del manto stradale e della caduta della minore per effetto dell’appoggio del piede all’interno della buca posta sulla strada in adiacenza al marciapiede.

La buca in questione si trovava al di sotto del marciapiede, in prossimità degli spazi dedicati al parcheggio del veicolo.

Il Giudice ritiene che, seppure la condotta della bambina evidenzia profili di colpa, posto che con una maggiore attenzione avrebbe potuto assicurare meglio l’appoggio del piede od evitare il dissesto, tale comportamento non risulta imprevedibile ed eccezionale ma, anzi, prevedibile laddove il veicolo una volta parcheggiato sia idoneo a restringere (benchè senza escluderlo), il campo di visibilità dell’utente nell’atto di scendere dal mezzo.

Ergo, il profilo colposo, presente in capo al minore, non è idoneo a interrompere il nesso causale, ma determina una riduzione del risarcimento ex art. 1227 comma 1 c.c. per la misura del 40%.

La madre della bambina non ha potuto evitare l’evento, né aveva obblighi di particolare vigilanza sulla figlia, non essendo la minore impegnata in azione di per sé pericolosa.

Pacifica, per tali ragioni, la responsabilità del Comune di Civitavecchia, il Giudice, per quantificare i danni, utilizza le Tabelle milanesi.

Il CTU ha accertato in capo alla bambina lesioni permanenti (“lieve disfunzionalità articolare del polso destro con sfumato deficit antalgico articolare del gomito omolaterale in paziente destrimane”), all’epoca dei fatti di 10 anni, nella misura di 6 punti percentuali.

Tali postumi, giustificano l’attribuzione della somma complessiva di euro 11.806,00.

Respinta la invocata personalizzazione poichè non sono state allegate e, comunque, non sono emerse circostanze idonee ad integrare quelle circostanze eccezionali idonee ad attribuire un ulteriore incremento dell’ammontare del risarcimento.

A titolo di invalidità temporanea viene liquidato l’importo complessivo di euro 5.692,50, oltre a spese mediche documentate per euro 372,00.

Dall’importo complessivo di euro 17.870,50 , viene decurtato il 40%, addivenendo ad euro 10.722,30 (ossia euro 17.870,50 -euro 7.148,20).

In conclusione, il Tribunale condanna il Comune di Civitavecchia al risarcimento del danno per euro 10.722,30, oltre al pagamento delle spese di lite liquidate in euro 5.100,00, oltre accessori, e delle spese di CTU Medico-Legale.

Avv. Emanuela Foligno

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