La socializzazione e gli Asperger sono un connubio particolare, avvolto in una nube di falsi miti. Per chi avesse poco chiaro il concetto di Asperger potremmo sintetizzarlo dicendo che è una sindrome che fa parte dello spettro autistico e caratterizza soggetti con un quoziente intellettivo nella media o superiore, che hanno difficoltà nelle relazioni sociali e si presentano come abitudinari e con pochi interessi ma particolarmente assorbenti per il soggetto.
Non è vero che gli Asperger non vogliono socializzare, ma è vero che hanno difficoltà a farlo. C’è anche una difficoltà ad appassionarsi ad argomenti che non siano i loro interessi principali. Parlavo qualche giorno fa con la mamma di un piccolo aspie che frequenta la quarta elementare e che sta sperimentando difficoltà ad interagire con il gruppo di pari. Per il piccolo parlare della Roma, dei giocatori, argomento principale dei suoi compagni, non è interessante finendo così per trovarsi facilmente escluso dal dialogo.
Principalmente per un soggetto Asperger la lettura dei comportamenti degli altri è sempre incerta con una conseguente “goffaggine” sociale che porta l’Asperger a rispondere in maniera a volte fuori luogo. Inoltre la ripetizione di scambi sociali “infelici” da una parte accresce l’ansia, da un’altra facilita un certo isolamento dei piccoli aspie che dopo una serie di scambi non positivi tendono ancora di più ad isolarsi.
L’espressione di questa sindrome si può presentare in maniera diversa tra uomini e donne, ragazzi e ragazze, bambini e bambine. Una caratteristica che sembrerebbe caratterizzare più che altro le ragazze Asperger è il rifugiarsi nella fantasia, l’immergersi in un mondo immaginario parallelo ed alternativo a quello reale. Anche il poco interesse che i soggetti Asperger mostrano per la moda, il modo di vestirsi, può notarsi di più su una donna che su un uomo, in quanto socialmente si ci aspetta da una donna, più che da un uomo, che “segua la moda”. La difficoltà a socializzare, invece, si accetta di più per una ragazza e molto meno per un ragazzo, favorendo la diagnosi degli Asperger maschi, ma finendo per sottostimare il numeri di ragazze Asperger.
All’interno di questa cornice e sotto la mia supervisione, vengono ripresi a Roma e a Salerno i “Circle of friendship”, laboratori per favorire la socializzazione e l’inclusione nel territorio di soggetti Asperger. L’intento dei laboratori è di favorire la socializzazione e non solo permettere ai partecipanti di sperimentare le proprie abilità e competenze sociali, ma creare degli spazi di condivisione come uscite sul territorio, in grado di dare un taglio pragmatico al lavoro con gli Asperger. I “Circle of friendship” permettono un cambiamento delle abitudini, delle interazioni sociali, ma non in maniera repentina rappresentando una vera e propria opportunità di cambiamento ed interazione sul territorio.
Dott.ssa Rosaria Ferrara
(Psicologa Forense)
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