La potenziale lesione di diritti quali l’inviolabilità del domicilio, va commisurata alla gravità della lesione e alla serietà del danno

Il Tribunale di Milano, con un’ordinanza del 10 febbraio 2017, si è pronunciato su un interessante caso in materia di danno da lesione del diritto al domicilio. La vicenda presa in esame è quella di una donna morosa nei confronti della società fornitrice di gas con cui aveva stipulato un contratto. L’azienda di distribuzione era intervenuta per sospendere l’erogazione del servizio, ma i tecnici non erano riusciti ad accedere agli impianti a causa dell’opposizione della cliente.
La società fornitrice, quindi, aveva comunicato alla signora, tramite raccomandata, di avvalersi della clausola risolutiva espressa pattuita nelle condizioni generali di vendita, esortandola a procedere alla cessazione amministrativa per morosità relativa al PDR (Punto Di Riconsegna); inoltre, aveva avviato nei confronti della cliente la procedura di default e quindi, si era rivolta al Tribunale per ottenere il riconoscimento del diritto di procedere alla disalimentazione del PDR. Il Giudice, con ordinanza provvisoriamente esecutiva, ha accolto tale istanza, ordinando alla cliente morosa di consentire agli operatori di disinstallare l’impianto.
Il Tribunale, pur ammettendo che l’esercizio del diritto alla disalimentazione potrebbe comportare l’accesso, anche in via forzata, ad un luogo riconducibile alla nozione di domicilio, non ha ritenuto contrastante tale diritto con quello all’inviolabilità del domicilio, garantito dall’articolo 14 della Costituzione. Il Giudice, infatti, ha rimarcato la necessità di tenere conto del perseguimento dell’interesse pubblico, dal momento che il protrarsi del default determina degli aumenti quasi integralmente a carico della collettività.
Richiamando la giurisprudenza della Corte di Cassazione,l’ordinanza ha chiarito che la potenziale lesione di diritti inviolabili va commisurata alla gravità della lesione e della serietà del danno e che, posta la condizione di non futilità del pregiudizio, il risarcimento del danno non patrimoniale deve essere dovuto solo in caso di superamento del livello di tollerabilità. Entrambi i requisiti devono essere accertati dal Giudice “secondo il parametro costituito dalla coscienza sociale in un determinato momento storico”. Nel caso in esame, i pochi minuti necessari al personale tecnico per disalimentare materialmente il PDR non possono costituire una lesione grave del diritto alla libertà del domicilio e non possono causare un eventuale danno consequenziale “serio”.
Infine, secondo il Giudice di merito, le condizioni generali di vendita approvate dal cliente, che regolano i rapporti giuridici tra la società di vendita del gas e l’utente finale, assumono rilievo anche nei confronti della società di distribuzione; in particolare stabiliscono che “il Cliente deve consentire in qualsiasi momento l’accesso agli impianti del Distributore Locale per la loro verifica, sostituzione e/o spostamento e per la lettura del gruppo di misura”. Tale clausola costituirebbe quindi un vero e proprio diritto di accedere agli impianti. L’accesso al domicilio, infatti, essendo preordinato alla verifica, sostituzione e spostamento dei gruppi di misura, risponde ad un concreto interesse della società venditrice di prevenire malfunzionamenti e possibili conseguenti profili di responsabilità civile.

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