Controllo degli OGM, pubblicata la Relazione 2017

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I dati relativi al controllo degli OGM evidenziano un sostanziale rispetto dei requisiti di etichettatura previsti dalla normativa

Il Ministero della salute ha pubblicato la Relazione 2017 sul Piano nazionale di controllo degli Ogm. Il documento è redatto in collaborazione con il Centro di referenza nazionale per la ricerca degli OGM (CROGM) e l’Istituto superiore di sanità.

L’elaborazione dei dati si riferisce a 782 campioni appartenenti a diverse matrici alimentari. Di questi 671 sono stati prelevati sul territorio mentre 111 sono di importazione.

Esaminando, in particolare, i dati relativi al territorio, la percentuale di quelli positivi è stata del 4%, senza riscontro di non conformità. Ciò conferma sempre di più, la consapevolezza crescente degli operatori del settore alimentare, che pongono particolare attenzione lungo tutta la filiera alimentare, dall’approvvigionamento delle materie prime alla commercializzazione del prodotto finito.

Emerge, inoltre, l’efficacia dei controlli ufficiali messi in atto.

L’attività all’importazione ha presentato un lieve decremento con 111 campionamenti effettuati, rispetto ai 123 del 2016. Di questi 3 sono risultati non conformi per il riscontro di riso GM non autorizzato in prodotti provenienti dalla Cina.

Il Ministero ribadisce dunque l’importanza rivestita dagli uffici di frontiera. Questi rappresentano, infatti, le prime Autorità sanitarie coinvolte nella nazionalizzazione e commercializzazione di prodotti alimentari provenienti dai Paesi terzi. Il loro contributo è fondamentale alla realizzazione di quanto programmato proprio in relazione al ruolo primario che rivestono nella catena dei controlli ufficiali. Altro ruolo fondamentale nella attività di controllo viene svolto poi dai laboratori pubblici.

Tenuto conto dei risultati complessivi ottenuti anche per il 2017, quindi, sul mercato italiano permane il rispetto dei requisiti d’etichettatura previsti dalla normativa vigente, assicurando in tal modo l’informazione al consumatore. Si conferma, inoltre, che in Italia la presenza di OGM, autorizzati e non, negli alimenti continua ad essere decisamente limitata. Le concentrazioni sono estremamente basse, inferiori al limite di quantificazione.

SCARICA QUI LA RELAZIONE

 

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