Cura a base di aerosol, ma muore dopo poche ore: scatta la denuncia

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violenza in ospedale

Chiedono chiarezza i familiari di un uomo morto a Napoli dopo essere stato dimesso dal Pronto soccorso con una diagnosi di bronchite e una cura a base di aerosol

“Un uomo di 75 anni è morto il giorno dopo il ricovero nell’ospedale del Mare. I medici lo avevano dimesso diagnosticandogli una bronchite e una cura a base di aerosol”. A denunciare questo nuovo presunto caso di malasanità a Napoli è  il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.
L’uomo, secondo la versione fornita dal Giornale, sarebbe arrivato in ospedale in ambulanza nelle prime ore del 28 febbraio scorso.  In Pronto soccorso gli sarebbe stato assegnato un codice giallo. Quindi, come riportato nelle denuncia dei parenti, alle 18 sarebbe stato dimesso dal medico di turno con una diagnosi di bronchite e la prescrizione di una cura a base di aerosol, da eseguire a casa.

I figli avevano però insistito  e ottenuto che l’uomo trascorresse almeno la notte al pronto soccorso. Il giorno successivo, tuttavia, l’uomo è deceduto mentre attendeva un’ambulanza privata per fare ritorno a casa.

La famiglia – fa sapere Borrelli –  “ha giustamente sporto denuncia, è tempo che la verità venga a galla. Bisogna fare chiarezza al più presto – prosegue il consigliere – si tratta di una situazione delicata a cui le autorità competenti devono subito dare una spiegazione. Ne va dell’interesse della famiglia e di tutta la sanità campana. Se qualcuno ha sbagliato, se l’uomo è morto a causa di qualche errore ‘umano’, è giusto che vengano applicate tempestivamente le punizioni del caso. Ho, infatti, appositamente chiesto un’indagine interna affinché vengano fuori le eventuali responsabilità. I pazienti devono poter avere fiducia del personale medico”.
Sulla salma, intanto, è stata effettuata l’autopsia, che, come riferisce il Giornale, avrebbe confermato alcune anomalie sul decesso. I parenti della vittima chiedono che venga eseguito anche l’esame tossicologico, per capire se gli operatori sanitari del nosocomio abbiano delle responsabilità sulla dipartita dell’uomo.
 
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