Condivisione dell’obiettivo del ddl vaccini. La Federazione sottolinea la necessità di incrementare le coperture vaccinali
Necessità di procedere al potenziamento dei servizi vaccinali e delle relative coperture vaccinali al fine di raggiungere gli obiettivi immunologici. Il tutto rendendo operativa l’anagrafe nazionale vaccinale, garantendone l’implementazione, il monitoraggio e l’aggiornamento continuo. Ma senza entrare nel merito della scelta di politiche che prevedano l’attuazione di leggi che portino alla introduzione dell’obbligo vaccinale o dell’obbligo ‘flessibile’. È questo il senso dell’intervento del Segretario della Fnomceo, Roberto Monaco, in audizione presso la Commissione Igiene e Sanità del Senato sul cosiddetto ddl vaccini.
La Federazione ritiene dunque necessario incrementare le coperture vaccinali. L’obiettivo è quello di non scendere sotto la soglia protettiva minima in grado di assicurare la immunità di gregge. Una finalità da perseguire, se necessario, anche con misure quali l’obbligo vaccinale, ma soprattutto attraverso la promozione e l’offerta attiva delle vaccinazioni.
Con riferimento al DDL 770, “Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale”, la Fnomceo ritiene quindi condivisibile l’obiettivo del disegno di legge. L’articolo 1, tra l’altro, riconosce che educazione e informazione in materia di prevenzione vaccinale costituiscono livello essenziale di assistenza (LEA).
Quanto invece agli interventi da mettere in atto in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell’immunità di gruppo, la Fnomceo chiede di chiarire cosa si intenda per ‘significativi scostamenti’ dagli obiettivi fissati dal Piano nazionale, tali da poter compromettere l’immunità di gruppo. In particolare la Federazione domanda quali siano le procedure per definirli e su quali evidenze scientifiche ci si basi.
“Auspichiamo comunque un’offerta vaccinale attiva in cui siano eliminate tutte le possibili barriere sia organizzative che economiche alla vaccinazione”.
All’audizione era presente anche Giorgio Palù, Presidente della Società italiana ed europea di Virologia che ha evidenziato come sarebbe raccomandabile l’Istituzione di una Commissione scientifica che si interessi di fornire suggerimenti e raccomandazioni sull’utilizzo di nuovi vaccini e procedure di immunizzazione. Ciò in virtù dell’evoluzione della scienza vaccinologica e dell’emergere di nuove minacce e di nuovi microorganismi patogeni.
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