Nel Documento di economia e finanza appena siglato dal Governo, nessuna previsione sui contratti del pubblico

Non è solo il Fondo Monetario Internazionale a sollevare qualche perplessità rispetto al Def 2016 così come è uscito dal Consiglio dei Ministri. Dopo Gimbe e Anaao Assomed, anche Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, evidenziano come nel documento di economia e finanza “non solo non c’è previsione alcuna sui contratti del pubblico ma emerge con chiarezza che il conto dei due mancati rinnovi è stato pagato tutto dalle famiglie dei lavoratori pubblici”.

I sindacati della PA, insomma, evidenziano come il testo del governo, si tradurrà in tagli ai salari, alla formazione, alle assunzioni, agli investimenti nei servizi a cittadini e imprese.

“La spending review selettiva – affermano – non è stata altro che blocco della contrattazione nazionale e integrativa, blocco delle progressioni economiche e blocco del turn-over. E nello stesso momento in cui il governo parla di aumentare la produttività in azienda, nega al settore pubblico anche la detassazione dei premi che servono a dare più salute, più sicurezza, più sostegno e meno costi alle comunità. E’ un segnale da commissario liquidatore”.

“I tagli lineari di questi anni – proseguono i sindacati – si sono abbattuti sul lavoro pubblico, cancellando ogni possibilità di far crescere le competenze, l’innovazione, l’organizzazione e la qualità dei servizi. Ecco perché continuiamo con più forza la nostra protesta: perché abbiamo una proposta vera per rinnovare e riorganizzare la Pa, a partire dal contratto, e per far ripartire lo sviluppo, i consumi, gli investimenti di cui il Paese ha bisogno. Dopo l’accordo all’Aran con cui abbiamo ridotto i comparti, il governo non ha più alibi – concludono Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa – siamo in campo con una mobilitazione che dal grande sciopero della Lombardia di giovedì scorso arriverà in tutti i territori.Lavoratori pubblici e cittadini per dire al governo: cambia verso o cambia mestiere”.

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