Al via il processo contro due medici coinvolti in una vicenda che ha visto un mezzo di elisoccorso usato come taxi per un politico
Due medici, nello specifico un operatore del 118 e un medico del pronto soccorso del Policlinico di Palermo, sono finiti a giudizio nella vicenda che ha visto un mezzo di elisoccorso usato come taxi per un politico.
I due avrebbero autorizzato la trasferta a Palermo di Antonino Interdonato, consigliere comunale dei Democratici riformisti, vittima di un incidente stradale.
L’ elisoccorso usato come taxi per un politico sarebbe stato utilizzato in modo illegittimo per un volo da Messina a Palermo.
La ragione? Far operare d’urgenza il consigliere comunale, le cui condizioni non erano da codice rosso.
Infatti, la trasferta non era affatto necessaria secondo gli inquirenti. In citta c’era infatti un reparto dove il paziente avrebbe potuto essere assistito.
Per queste ragioni un operatore della centrale operativa del 118 di Messina e un medico del pronto soccorso del Policlinico sono finiti a giudizio per peculato d’uso.
Il processo avrà inizio il 23 novembre prossimo.
A testimoniare sono stati chiamati anche due medici dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove il paziente Antonino Interdonato era stato trasportato per essere operato dall’allora primario Matteo Tutino. Quest’ultimo è il medico dell’ex governatore Rosario Crocetta, poi travolto dallo scandalo dell’inchiesta giudiziaria per truffa al servizio sanitario nazionale.
La vicenda dell’ elisoccorso usato come taxi per un politico risale al giugno del 2013.
Ecco i fatti.
Un elicottero del 118 atterra a Messina per trasportare il paziente che poche ore prima aveva subito una forte botta al volto a causa di un incidente in moto. Al fianco di Interdonato, il consigliere ferito, c’è in ospedale anche il deputato regionale Beppe Picciolo, anche lui dei Dr dell’ex ministero Salvatore Cardinale.
Ebbene, Intedonato viene trasferito d’urgenza al Villa Sofia e operato dal primario Matteo Tutino.
Ma perché, se le sue condizioni non destavano grandi preoccupazioni?
A sollevare il caso fu il Cimo, il sindacato dei medici.
Picciolo ha respinto l’accusa di aver telefonato al chirurgo o direttamente al presidente Crocetta per sollecitare il trasferimento, ma il sindacato non ci sta.
“Il paziente – hanno raccontato i medici – è stato inviato in codice rosso ma non era da codice rosso, come da referto del 118 ‘Trauma non commotivo vigile’. Poi è stato operato in anestesia locale e ricoverato in un reparto di degenza normale, senza nemmeno la guardia medica. Se era un codice rosso come mai non è stato ricoverato in terapia intensiva? Il giorno dopo è stato sottoposto ad un intervento estetico di rinoplastica e dopo due giorni dimesso”.
Da questa grave denuncia è partita l’inchiesta della procura di Palermo per verificare se ci siano state pressioni politiche per il trasferimento.
Si apprende, intanto, che il sostituto procuratore Antonio Carchietti ha chiamato a testimoniare Dario Sajeva e Francesco Mazzola, due medici del reparto di Chirurgia plastica di Villa Sofia.
Il caso Interdonato era stato sollevato a seguito della vicenda che ha visto protagonista il direttore della centrale operativa del 118 Gaetano Marchese. Questi aveva accusato dei problemi cardiaci mentre si trovava in Sardegna. Il manager in quell’occasione, invece di affidarsi alle cure dei medici sardi, avrebbe chiamato un operatore della centrale operativa che dirigeva per chiedere l’invio di un velivolo ad Alghero.
Anche in quel caso, l’intervento di un mezzo di elisoccorso è finito sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti. Su questa vicenda, infatti, pende tuttora un’inchiesta giudiziaria.
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