Errata diagnosi dedotta dal paziente non trova riscontro nella CTU  e l’ incertezza del nesso causale, come emerso dalla fase istruttoria, determina il rigetto della domanda (Tribunale di Cosenza, Sez. II, Sentenza n. 2091/2021 del 02/11/2021 RG n. 4046/2016).

Errata diagnosi denunciata dal paziente che instaura giudizio civile nei confronti dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza deducendo:

–           Che in data 23.5.2013, alle ore 6:15, veniva ricoverato presso l’Ospedale civile di Cosenza, a seguito di una caduta dalla bicicletta;

–           Che in occasione del ricovero veniva svolta una errata diagnosi di  frattura della parte distale di radio e ulna sinistra, trattata con apparecchio gessato;

–           Che in data 29 maggio 2013, nell’ambito di un controllo di routine, era sottoposto a radiografia, che evidenziava frattura scomposta del radio in gesso; seguiva altro controllo, previo esame rx, in data 30 maggi 2013, che portava alla diagnosi di “frattura apofisi stiloide ulna sinistra ed epifisi distale radio in trattamento”;

–           Che il 24 giugno 2013, il 22 luglio 2013 e il 20 dicembre 2013 avevano luogo ulteriori visite di controllo: l’ultima di tali visite, in particolare, evidenziava “esito di frattura metafisaria del radio ben consolidato e modicamente esteriorizzato”;

–           Che in data 13 aprile 2014 egli si sottoponeva a nuova visita di controllo presso l’Ospedale Annunziata di Cosenza e tale visita evidenziava “esiti mal consolidati di frattura dell’epifisi distale di radio con pinzetta mento articolare ed alcune piccole cisti sub condrali sul versante articolare radiale”;

–           Che in data 21 maggio 2014, a causa del progressivo incremento della sintomatologia dolorosa alla flessoestensione, egli si sottoponeva a nuovi accertamenti presso l’Ospedale “Careggi” di Firenze, che evidenziavano artrosi post -traumatica radio carpica nel polso sinistro, in esito a frattura: seguiva intervento chirurgico praticato in data 24 novembre 2014, a cui seguiva la prescrizione di un tutore e di un ciclo di magnetoterapia.

Eccepisce, pertanto, l’attore errata diagnosi in capo all’Azienda Ospedaliera per non avere diagnosticato, nell’immediato, la diastasi scafo lunata post-traumatica riportata a seguito della caduta dalla bicicletta e per aver praticato un trattamento con apparecchio gessato non appropriato rispetto al caso specifico, in quanto non idoneo a garantire la fisiologica riduzione dei monconi di frattura, rendendo necessario il successivo intervento chirurgico presso l’Ospedale Careggi di Firenze.

Il CTU, escludendo la presenza di errata diagnosi, ha concluso: “a seguito della caduta da bicicletta del 23.5.2013, il paziente veniva condotto presso il P.S. dell’A.O. di Cosenza dove era sottoposto ad un esame radiografico del polso sinistro (rifiutando radiografia del gomito), che evidenziava “Frattura composta epifisi distale radio sinistro”. Veniva, quindi, applicato un apparecchio gessato brachio – metacarpale per ridurre la frattura. Il paziente era dimesso nella stessa giornata con la diagnosi di “Frattura patologica della parte distale del radio e ulna”, con l’invito a ripresentarsi dopo 8 – 10 giorni con un esame radiografico di controllo; In data 29.05.13 il medesimo si sottoponeva ad un esame radiografico in gesso e tale esame evidenziava “Frattura scomposta del radio in gesso”; Seguiva nuova visita di controllo in data 30.05.13, presso l’U.O. di Ortopedia e Traumatologia che evidenziava: “Frattura apofisi stiloide radio sinistro ed epifisi distale radio in trattamento” con l’invito a ripresentarsi a visita dopo tre settimane con un controllo radiografico del polso in due proiezioni e per la rimozione dell’apparecchio gessato; In data 24.06.13 si sottoponeva a nuovo esame radiografico, questa volta senza apparecchio gessato, tale nuova indagine evidenziava “Esiti di frattura scomposta del radio e del processo stiloideo dello stesso, rarefazione dello scafoide (osteoporosi)”; Altro esame radiografico aveva luogo in data 22.07.13  ed evidenziava: “Esiti di frattura scomposta del radio e del processo stiloideo, osteoporosi da inattività del carpo”; Ancora in data 20.12.13 il paziente effettuava nuovo esame radiografico che evidenziava “Esiti di frattura metafisaria del radio ben consolidati e modicamente esteriorizzato”; in data 13.04.14 il paziente era sottoposto ad esame Tac del polso sinistro che evidenziava “Esiti mal consolidati di frattura dell’epifisi distale del radio, con pinzettamento articolare e d alcune piccole cisti sub -condrali sul versante articolare radiale”; a partire dal maggio 2014 il paziente si sottoponeva ad accertamenti e cure presso l’Ospedale Careggi di Firenze: in particolare, in data 21.06.14 l’esame Tac a cui il paziente veniva sottoposto evidenziava alterazione della superficie radiale “per l’anomala consolidazione del frammento volare che determina ampliamento della superficie articolare con associato shift volare del carpo”. Il relativo referto evidenziava inoltre: “l’interlinea articolare risulta sclerotica, estremamente anfrattuosa ( geodi subcondrali ed irregolarità legate alla rima di frattura) e di spessore marcatamente ridotto; anche al livello dello scafoide e del semilunare si repertano multipli geodi subcondrali in presenza di verosimile conflitto osseo; Un millimetrico frammento osseo si apprezza dorsalmente al polo prossimale dello scafoide, a questo è associata una focale alterazione della corticale dello scafoide stesso per cui il reperto potrebbe essere da riferire a millimetrico distacco della corticale; al controllo emerge diastasi scafo – lunata: si consiglia valutazione in ambito specialistico nel sospetto di una lesione del legamento scafo – lunato … “; In data 24.11.14 il paziente si ricoverava presso l’U.O. di Chirurgia e Microchirurgia della Mano dell’A.O. di Careggi dove in data 25.11.14 veniva sottoposto ad intervento chirurgico di artrodesi parziale radio – carpica con placca e viti e successiva applicazione di stecca gessata fino al 12.11.14. Seguivano le dimissioni in data 27.11.14; In data 02.01.15 seguiva nuovo esame radiografico  che evidenziava “Esiti di frattura meta epifisaria del radio sinistro trattata con artrodesi radio – carpica; attenuazione del tono calcico del polso sinistro”; Avevano, quindi, luogo altre visite di controllo, che a partire dal gennaio 2015 evidenziavano la possibilità di iniziare la fisioterapia con cauta mobilizzazione e magnetoterapia.”

I CTU, dunque, hanno escluso la presenza di errata diagnosi e concluso che non sussiste nesso di causalità tra lo stato attuale del periziando ed il trattamento sanitario effettuato presso l’Ospedale di Cosenza, in quanto, a fronte del referto dell’esame del 28.05.13 che evidenziava ” Frattura composta epifisi distale del radio”, il trattamento sanitario praticato e la richiesta di un controllo radiografico in gesso con successiva visita ortopedica erano consoni rispetto al caso concreto e conformi rispetto ai protocolli sanitari descritti in tutti i Trattati di Ortopedia e Traumatologia.

In replica alle osservazioni del CTp di parte attrice : “ lo spostamento volare del ciglio radiale e la lesione dei tendini – a cui parte attrice ancora la necessità di un differente approccio terapeutico da parte dei sanitari del Pronto Soccorso – non era evidenziata dai diversi esami radiologici ai quali il paziente si sottoponeva nell’immediato, fino al maggio 2014 e, quindi, a un anno di distanza dall’infortunio subito: inoltre il paziente non introduce alcun elemento di censura avverso la correttezza delle radiografie praticate, allegando, piuttosto, una errata diagnosi anche sulla base di esse che, tuttavia, non ha trovato riscontro in corso di giudizio, non potendosi, come detto, affermare, sulla base della documentazione in atti, che la diastasi scafo lunata fosse in essere al momento dell’ingresso in Pronto Soccorso, di talchè non può discorrersi di errata diagnosi”.

Ed ancora: “esiste un nesso di causalità diretto tra la caduta dalla bicicletta e la frattura composta dell’epifisi distale del radio sinistro, per come diagnosticato in data 23.05.13 e cioè al momento dell’entrata presso il P.S. dell’A.O. di Cosenza, ma  non esiste un nesso di causalità diretto tra il comportamento, ritenuto da parte attrice imperito e negligente, dei sanitari ed il danno attuale del periziando, né tantomeno una errata diagnosi”.

La domanda viene rigettata e, in considerazione della difficoltà tecnica della vicenda, le spese di lite vengono integralmente compensate.

Avv. Emanuela Foligno

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