Il provvedimento del Mef, che sarà sottoposto alla registrazione da parte della Corte dei Conti, fissa i termini per presentare le istanze di accesso al Fondo Indennizzo Risparmiatori

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha firmato il decreto ministeriale che fissa i termini per la presentazione delle istanze di indennizzo al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), istituito dalla Legge di Bilancio 2019 con una dotazione complessiva di 1,5 miliardi di euro. Il decreto sarà ora sottoposto alla registrazione da parte della Corte dei Conti.

Per consentire l’erogazione delle prestazioni del FIR, le domande devono essere inviate entro i centottanta giorni che decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale, il terzo ed ultimo decreto attuativo relativo al Fondo per gli indennizzi ai risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche e loro controllate.

Le istanze, corredate dall’idonea documentazione, possono essere inviate esclusivamente in via telematica utilizzando i moduli presenti sulla apposita piattaforma informatica gestita da Consap (https://fondoindennizzorisparmiatori.consap.it/).

Per il Codacons, tuttavia, il decreto ministeriale arriva con immenso e ingiustificato ritardo. L’Associazione, infatti, critica la lentezza dell’intera procedura finalizzata al riconoscimento dei rimborsi ai risparmiatori.

“I tempi degli indennizzi – afferma il presidente Carlo Rienzi – sono slittati eccessivamente in avanti, rimandando di volta in volta il riconoscimento dei diritti degli investitori gabbati. Migliaia di piccoli risparmiatori truffati attendono da ben 6 anni giustizia, e la firma tardiva del decreto ministeriale porterà i rimborsi ad essere erogati tra molto tempo, non prima della primavera del 2020. Per questo motivo – conclude – fino a che non vedremo i soldi rientrare nelle tasche dei risparmiatori, non riteniamo la firma del Ministro una buona notizia, e attendiamo che agli atti amministrativi seguano i fatti concreti nell’interesse degli investitori danneggiati”.

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