Nell’ambito di un’inchiesta per frode sulla spesa sanitaria in Abruzzo, due medici sono accusati del decesso di un paziente di 59 anni sottoposto un intervento per l’ impianto di un apparecchio di assistenza ventricolare

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Chieti unitamente ai colleghi delle province di Pescara, Teramo, Macerata, Ascoli e Padova hanno dato esecuzione nelle scorse ore ad un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale del capoluogo di provincia abruzzese su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 4 soggetti residenti in Abruzzo e nelle Marche, indagati a vario titolo per corruzione, falso, turbativa d’asta e omicidio colposo per una maxi frode sulla spesa sanitaria in forniture e approvvigionamento di protesi cardiache. Ad ulteriori 2 medici è stata notificata la misura interdittiva della sospensione temporanea per 12 mesi dalla professione sanitaria.

Con specifico riferimento all’ipotesi di reato di omicidio colposo il fatto finito sotto la lente degli inquirenti riguarda la morte di un uomo di 59 anni della provincia di Teramo sul quale, nel giugno 2019, sarebbe stato eseguito all’ospedale di Chieti un intervento di impianto di assistenza ventricolare sinistra di un apparecchio costato 95mila euro.

Secondo l’accusa, l’intervento si sarebbe svolto nonostante, tra l’altro, la mancanza agli atti di una relazione dell’heart team, il mancato invio del paziente a un centro trapianti per una valutazione della sua eleggibilità al trapianto e l’erronea valutazione del tipo di intervento da eseguire in quanto l’impianto meccanico inserito sul paziente, stante la sua grave insufficienza cardiaca bi-ventricolare, avrebbe richiesto un trattamento anche del ventricolo destro che pure era affetto da una funzionalità severamente compromessa.

Ai due medici che operarono – riferisce Abruzzo Live – viene contestato l’omicidio colposo con l’aggravante della colpa cosciente; entrambi, infatti, avrebbero avuto presente il rischio di morte nell’esecuzione dell’intervento secondo modalità non congrue.

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