In base a uno studio statunitense condotto su 42 pazienti, la biopsia liquida si può tracciare l’identikit genetico e molecolare del glioblastoma

Una biopsia basata su un prelievo di sangue – la biopsia liquida – aiuta a predire la prognosi del glioblastoma, il tumore più aggressivo del cervello, e anche a personalizzare le terapie, perché contribuisce a svelare i danni genetici e molecolari alla base della malattia. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research e condotto presso l’Abramson Cancer Center della University of Pennsylvania.

La biopsia liquida misura la concentrazione nel sangue di Dna tumorale libero, ovvero direttamente circolante nel sangue. Gli esperti hanno anche visto che con la biopsia liquida si può tracciare l’identikit genetico e molecolare del tumore, verificando quali sono i cambiamenti genetici alla base della malattia o anche individuando aspetti del tumore che potrebbero sfuggire alla classica biopsia invasiva.

“Non si tratta del primo studio di biopsia liquida sul glioblastoma – ha dichiarato Erica Carpenter, coordinatrice del lavoro -. Cionondimeno questo studio è il primo a mostrare che la biopsia liquida basata su un prelievo di sangue potrebbe avere un valore prognostico per questa malattia”.

Il glioblastoma è un tumore molto aggressivo con bassissimo tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi.

È anche un tumore molto subdolo perché può insorgere da più di un difetto genetico/molecolare e quindi in genere necessitare di una combinazione di diverse tipologie di trattamento. Con la biopsia classica, che peraltro è invasiva e richiede un intervento neurochirurgico, non si riescono mai a scovare tutte le modifiche genetiche e molecolari alla base del tumore. In genere, inoltre, il paziente deve essere sottoposto anche a più di una biopsia per avere un quadro chiaro della malattia, via via che questa progredisce.

In questo studio pilota su 42 pazienti i ricercatori hanno visto che l’esito del prelievo è predittivo della prognosi del singolo paziente. Nei pazienti che presentano meno tracce di Dna libero circolante nel sangue, infatti, le chance di sopravvivenza sono maggiori. Inoltre la biopsia liquida individua danni genetici e molecolari alla base della malattia che spesso sfuggono alla biopsia tradizionale.

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