Ai fini della contestazione della guida in stato di ebbrezza è sempre necessario il previo avviso della facoltà di farsi assistere?

Con la sentenza n. 21390/2020 la Cassazione si è pronunciata sul ricorso presentato dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore contro l’annullamento, da parte del Tribunale di Salerno, dell’ordinanza del G.I.P. con cui veniva disposta la misura della custodia cautelare in carcere, in relazione al delitto di cui all’art. 590 bis c.p., commi 1 e 2, nei confronti di un uomo accusato di lesioni personali gravi perché con colpa consistita in imprudenza, negligenza ed imperizia, nonché in violazione di diverse norme del codice della strada, si era messo alla guida di un’autovettura – senza mai aver mai avere conseguito la patente di guida, in stato di ebbrezza alcolica, con tasso gr/l. 2,07 – e, nel sorpassare un altro veicolo, aveva invaso l’opposta corsia di marcia, travolgendo la persona offesa.

Il Giudice, in particolare, aveva ritenuto inutilizzabili gli accertamenti relativi al tasso alcolemico in quanto eseguiti tramite esame ematico presso il nosocomio ove l’indagato era stato condotto, a seguito del sinistro, senza previo avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, pur essendo l’analisi stata richiesta autonomamente dalla Polizia giudiziaria.

Nell’impugnare la decisione davanti alla Suprema Corte, il ricorrente eccepiva che l’indagato, condotto in ospedale in stato di incoscienza, in codice rosso, era stato immediatamente sottoposto a visita alle ore 2:14, risultando “non collaborante”. In quella sede – e precisamente alle ore 2:20 – erano stati prescritti dal medico di turno esami ematici e tossicologici, oltre ad altre indagini cliniche. Solo alle ore 3:00, invece, era giunta alla Direzione sanitaria la richiesta della Polizia giudiziaria per l’effettuazione dei test alcolemici e per la ricerca di tracce di stupefacenti nel sangue. Tuttavia, essendo, tali controlli già stati già richiesti ed effettuati nell’ambito del protocollo sanitario-terapeutico, il previo avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore – a detta del Procuratore – non era dovuto, con la conseguenza dell’utilizzabilità dell’accertamento.

I Giudici Ermellini hanno ritenuto il ricorso fondato.

La Cassazione ha chiarito che, secondo un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, in caso di richiesta, ai sensi dell’art. 186 C.d.S., comma 5, di prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale e condotto presso struttura ospedaliera, al fine di accertare il tasso alcolemico e la presenza di droghe d’abuso nel sangue, l’esecuzione deve essere preceduta dal “previo avviso” della facoltà di farsi assistere da un difensore, come disposto dall’art. 356 c.p.p. e art. 114 disp. att. c.p.p., non solo nell’ipotesi in cui il prelievo venga effettuato esclusivamente su richiesta della polizia giudiziaria, ma anche nel caso in cui l’accertamento venga richiesto esclusivamente dalla polizia giudiziaria sul campione di sangue prelevato per esigenze diagnostiche di altro genere, disposte dal personale medico, non comprensive della verifica specifica.

Al contrario, però, qualora l’esecuzione dell’accertamento intervenga nell’ambito dell’applicazione di un protocollo sanitario, essendo l’esame del quantitativo di alcool o della presenza di tracce di stupefacenti nel sangue destinato a fini di cura, e quindi disposto al di fuori del contesto di indagine, nessun previo avviso è richiesto dal rito, mancando qualunque rapporto fra l’effettuazione dell’analisi ed il diritto di difesa.

Nel caso in esame, dagli atti richiamati dal ricorso per cassazione era emerso che gli esami ematici per la ricerca della presenza di alcool e droghe di abuso erano effettivamente stati disposti alle ore 2:20 dal medico del pronto soccorso, e che la richiesta della polizia giudiziaria era intervenuta solo alle ore 3:00. L’assenza del vaglio – nell’ordinanza impugnata – dell’antecedenza della disposizione medica rispetto alla richiesta investigativa, imponeva dunque, alla luce dei principi enunciati, l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata, al fine della valutazione circa l’utilizzabilità dell’accertamento per guida in stato di ebbrezza, in assenza del previo avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore.

La redazione giuridica

Hai vissuto una situazione simile? Scrivi per una consulenza gratuita a redazione@responsabilecivile.it o invia un sms, anche vocale, al numero WhatsApp 3927945623

Leggi anche:

Tasso alcolemico pari a 1,97 g/l ma non causa danni, assolto

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui