L’automobilista aveva causato un incidente in cui era rimasto ferito insieme a un passeggero. I controlli avevano evidenziato un tasso alcolemico nel sangue pari a quasi 4 volte il limite

Assolto per particolare tenuità del fatto nonostante avesse un tasso alcolemico nel sangue pari a quasi quattro volte il limite. E’ il verdetto del Tribunale di Milano nei confronti di un automobilista che aveva causato un incidente in cui rimanevano feriti lo stesso conducente e un passeggero.

Una decisione “assolutamente incomprensibile” che e “lascia più che perplessi, addirittura storditi gli operatori di polizia che stanno notte e giorno sulle strade per frenare il dilagare micidiale della ubriachezza alla guida e sotto l’effetto di stupefacenti e quanti si occupano seriamente di sicurezza stradale”. Questo il duro commento dell’Asaps, che riunisce Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale.

L’Associazione evidenzia come  il giudice abbia ritenuto che il livello di tasso alcolemico rinvenuto nel sangue non fosse di molto superiore al limite relativo alla soglia di rilevanza, qualificando quindi il fatto in termini di tenuità.  In realtà quel valore – 1,97 g/l, come “accertato clinicamente” con “procedura medico legale” – è quasi pari a quattro volte il valore limite consentito dalla legge. Lo stesso valore, in caso di omicidio stradale, essendo superiore a 1,5g/l prevedrebbe la confisca del veicolo se di proprietà e la condanna alla pena massima, che la legge fissa tra sei mesi e un anno.

Nel caso in esame, invece, il Giudice non ha ritenuto adeguatamente provato l’incidente visto che “l’imputato perdeva il controllo del mezzo senza cagionare ad altri danno.

“A questo punto – sottolinea l’Associazione – tanto vale abolire l’articolo 186 del CdS, lasciando in vigore solo l’ipotesi in cui viene causata la morte di altre persone”.

La norma richiamata prevede una sanzione  amministrativa (da 532 a 2.127 euro), qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l e non superiore a 0,8 g/l. Se il valore corrisponde ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l e non superiore a 1,5 grammi g/l., oltre all’ammenda (da 800 a 3.200 euro) scatta l’arresto fino a sei mesi. Infine, se viene accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, salgono sia la pena (da sei mesi ad un anno) che la multa (da 1500 a 6000 euro).

Anche la Polizia di Bergamo, come riferisce l’Asaps, avrebbe espresso le sue perplessità in una lettera alla Procura di Milano in cui scrive che “rimane di difficile comprensione l’eccezione di non ritenere adeguatamente provato l’incidente” e si domanda perché venga considerato di lieve entità il valore di 1,97 g/l.

“La sentenza – conclude l’Associazione – vanifica il lavoro della polizia e costituisce un vero trampolino per una sorta di ‘liberi tutti’ di bere anche se si guida! Immaginabili le conseguenze in un quadro già oggi molto preoccupante per la sicurezza sulle strade”. L’auspicio, dunque, è che venga impugnata e che si torni a ridare fiducia a operatori di polizia e  cittadini.

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