Una sentenza della Cassazione si è espressa in merito all’atto di impedire di accedere al terrazzo del condominio nei confronti del singolo condomino

È possibile impedire di accedere al terrazzo del condominio – o ad altre parti comuni come l’androne – a un singolo condomino?
Per la Corte di Cassazione, sezione sesta civile, che con l’ordinanza n. 23300/2017 si è espressa in merito, non si può impedire di accedere al terrazzo del condominio o ad altre parti dell’edificio destinate a uso comune.
Si parla, ad esempio, dei locali in cui si trovano i contatori o il terrazzo con la sua antenna.
Il condomino, infatti, deve essere messo in condizioni di poter accedere ai beni condominiali ex art. 1117 c.c..
Impedire di accedere al terrazzo del condominio non è dunque ammissibile, trattandosi di parti dell’edificio destinate all’uso comune, ed egli non può essere escluso dal relativo godimento.
Nel caso di specie esaminato dai giudici, un condomino aveva citando in giudizio alcuni comproprietari delle parti comuni dell’edificio.
La motivazione? A seguito della modifica delle chiavi del portoncino di ingresso, gli era stato precluso l’accesso all’androne condominiale.
Lì erano collocati i contatori dell’acqua. Inoltre non gli era possibile accedere al terrazzo dello stesso edificio, dove era installata la propria antenna televisiva.
In appello, la domanda è stata accolta ed è stato dichiarato il diritto del singolo ad accedere all’androne e al terrazzo di copertura dell’edificio.

Per la Corte, infatti, questi sono beni condominiali, ai sensi dell’art. 1117 c.c., e, poiché l’appartamento di proprietà del singolo è parte del fabbricato, egli non poteva essere escluso dal godimento di tali beni.

Il gruppo di condomini ha pertanto deciso di ricorrere in Cassazione, sostenendo l’erroneità del ragionamento della Corte distrettuale.
Per loro, non avrebbe tenuto conto che la presunzione di condominialità di cui all’art. 1117 c.c. può essere superata se la cosa, per obiettive caratteristiche strutturali, serve in modo esclusivo all’uso di una parte dell’immobile, venendo meno in questi casi il presupposto per il riconoscimento di una contitolarità necessaria.

La Cassazione ha ritenuto infondato il ricorso, poiché si scontrava con l’accertamento operato in appello secondo cui i beni in questione erano destinati all’uso comune.

Una destinazione oggettiva che neppure i ricorrenti avevano potuto contestare.
Inoltre, l’unità di proprietà del singolo è, per i giudici, parte strutturale e funzionale integrante della palazzina condominiale cui ineriscono i diritti sulle parti comuni della palazzina stessa. Quindi sia l’ingresso che la terrazza di copertura.
Tali spazi sono destinati all’uso comune proprio per la presenza, nell’androne condominiale nella terrazza, dei contatori dell’acqua e dell’antenna televisiva.
Il ricorso va pertanto rigettato e i ricorrenti condannati a rimborsare le spese di giudizio, oltre che a pagare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso (ex art. 13 D.P.R. 115/2002).
 
 
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1 commento

  1. Salve, ho 3 appartamenti al terzo e ultimo piano. Da 2 si accede da un corridoio condominiale dove i condomini mi hanno firmato una carta privata dandomi l’uso esclusivo e la possibilità di chiudere il corridoio con una porta. Il terzo appuntamento accede da un terrazzo che è comune e privato a tutto il terzo piano. Ora i condomini mi chiedono copia della chiave del corridoio per poter accedere alle antenne del tetto attraverso il mio terrazzo. Devo dare copia o solo acvonsentire il passaggio tramite appuntamento? Ps. Il tetto non ha linea vita ma è piano con guaina. Se succede qualcosa sono responsabile per aver dato accesso? Grazie, Marco

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