Saranno 7500 i posti per coordinatori e tutor nei corsi di laurea triennali delle professioni sanitarie. Ecco come gli infermieri salgono in cattedra
In Emilia-Romagna, grazie a un accordo siglato tra Regione e sindacati, 7500 infermieri salgono in cattedra.
Si tratta del primo accordo di questo tipo in Italia, e per gli infermieri che salgono in cattedra sarà possibile diventare coordinatori e tutor degli studenti che frequentano i corsi di laurea triennali della professioni sanitarie.
La notizia è stata accolta con entusiasmo dagli infermieri, in quanto prevederà un riconoscimento economico per questa attività di insegnamento e accompagnamento.
L’iniziativa arriva grazie all’investimento di 2,6 milioni di euro da parte della Regione Emilia-Romagna.
Il tutto nasce da un accordo tra l’assessorato regionale alla Sanità e i sindacati (Fp-Cgil, Fp-Cisl e Fpl-Uil).
L’obiettivo per gli infermieri che salgono in cattedra è quello di mettere a disposizione le proprie conoscenze e la propria esperienza al servizio di chi si sta formando.
L’accordo mira a valorizzare le figure professionali strategiche premiando economicamente chi opera questa scelta.
Inoltre, si vuole riconoscere il ruolo di chi svolge l’attività didattica e valorizzare, anche dal punto di vista economico, questo tipo di incarichi.
L’accordo vale per il personale del servizio sanitario regionale e prevede la creazione di tre figure.
La prima è quella del coordinatore dei corsi di laurea o responsabile delle attività didattiche professionalizzanti.
Questi dovrà garantire l’interazione tra i diversi insegnamenti e i tirocini, il coordinamento e l’indirizzo dei tutor.
La seconda è quella del tutor didattico, che dovrà orientare gli studenti e facilitare l’apprendimento.
Infine ci sarà il tutor di tirocinio, che dovrà affiancare gli studenti contribuendo al raggiungimento degli obiettivi didattici.
La firma dell’accordo per gli infermieri in cattedra ne segue altre tre, quella del 19 settembre 2016, del 28 novembre 2016 e del 30 giugno 2017.
Queste hanno permesso di inserire nel sistema sanitario dell’Emilia-Romagna 4.300 tra medici, infermieri, ostetriche, tecnici e operatori sanitari tra il 2015 e il 2016.
La Regione ha stanziato 25 milioni di euro per stabilizzazioni, conferme dei contratti in essere, nuove assunzioni e copertura del turnover al 90%.
A esprimere soddisfazione sono anche i sindacati, che parlano di “un ulteriore tassello e un importante risultato a quel percorso, facendo un altro passo avanti”.
Secondo l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, “formare adeguatamente i futuri professionisti della sanità è fondamentale, e altrettanto importante è valorizzare chi svolge incarichi di affiancamento e didattica per gli allievi”.
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