A causare la morte, secondo le conclusioni della perizia medico legale disposta dalla Procura, sarebbe stata una insufficienza multi organo secondaria a stato settico dovuto a infezione da ferita chirurgica
Sono in corso le indagini sul decesso di una 76enne di Cuorgné, nell’Alto Canavese, morta lo scorso 31 agosto. La donna, imprenditrice e moglie di un noto industriale della zona, era entrata in ospedale a Ivrea per una frattura all’omero del braccio destro a seguito di una caduta. Come riporta la Stampa, era stata operata, ma dopo 25 giorni era morta per un’infezione da ferita chirurgica.
Sul caso, la Procura eporediese ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti. Nelle scorse è stata depositata la relazione medico legale del consulente incaricato dal sostituto procuratore di fare chiarezza sulla vicenda.
Secondo il perito, il decesso sarebbe da ricondurre a una “insufficienza multiorgano secondaria a stato settico da infezione di ferita chirurgica”. Il professionista, tuttavia, evidenzia la necessità di un “approfondimento specialistico da parte di un esperto in malattie infettive”. L’obiettivo è quello di valutare l’adeguatezza delle terapie prescritte alla donna durante la degenza e al momento della dimissione dal reparto di ortopedia.
A destare dubbi, in particolare, sarebbe “l’assenza di una terapia antibiotica da seguire a domicilio”.
L’esperto, nella sue conclusioni, ricostruisce quanto accaduto. Dopo l’intervento, eseguito sotto profilassi antibiotica, la paziente, affetta da artrite reumatoide e in terapia con methotrexate e steroidi, era stata dimessa il 9 agosto. Il giorno precedente i medici le avevano somministrato della tachipirina a causa di uno stato febbrile. A dieci giorni di distanza le sue condizioni erano precipitate. Era stata portata dal 118 in Pronto soccorso a Cuorgné, disidratata e in ipotensione. I medici avevano riscontrato l’apertura della ferita suturata il 6 agosto e la fuoriuscita di pus. Era quindi stata trasferita in gravi condizioni a Ivrea, dove le sue condizioni erano peggiorate, sino al decesso. Sulla base della perizia, dunque, ora gli inquirenti dovranno decidere come procedere per accertare eventuali responsabilità mediche.
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