I professionisti sono accusati di lesioni personali in concorso per non aver diagnosticato un’ischemia cerebrale a una donna rimasta tetraplegica nel 2015

Rimasta tetraplegica all’età di 24 anni a causa – secondo l’ipotesi accusatoria – di un’ischemia cerebrale non diagnosticata. E’ quanto accaduto a una ragazza di Bari, da quattro anni costretta su una sedia a rotelle. La giovane, nel luglio del 2015 era stata portata al Policlinico del capoluogo pugliese in preda a un forte mal di testa. Secondo quanto ricostruito dal Giornale di Bari, in Pronto soccorso le era stato assegnato un codice giallo. Era stata sottoposta a visita neurologica e a RMN encefalo e angio per un sospetto di trombosi venosa. L’esito dell’esame, però, non era stato ritenuto attendibile in quanto la giovane si era mossa, e l’accertamento non era stato ripetuto subito.

Dopo alcune ore, la 24enne era stata trasferita presso il reparto di Neurologia, ma le sue condizioni erano peggiorate. Quindi era stata sottoposta a RX torace e EEG urgente, ed era stato programmato un nuovo RMN per la mattina successiva.

L’indomani, nonostante la somministrazione di antibiotico e cortisone durante la notte, la ragazza era entrata in uno “stato di coma grave”.

Solo a quel punto – riporta il Giornale di Bari – i medici avevano riscontrato una “lesione vascolare ischemica a livello del ponte” e la giovane era stata sottoposta a “trattamento endovascolare di trombectomia del tronco basilare”. Nonostante il successivo trasferimento in diversi centri specializzati, anche all’estero, la ragazza non ha presentato miglioramenti.  Versa in uno “stato irreversibile di tetraplegia, anartria, ipostenia del capo e della lingua”. Non può muoversi né parlare, ma le sue capacità cognitive sono intatte.

In seguito all’accaduto è stata aperta un’inchiesta per lesioni personali in concorso. Secondo i consulenti della Procura, se l’ischemia fosse stata diagnosticata in tempo si sarebbe potuta evitare la degenerazione delle condizioni della donna. Sulla scorta delle perizie sei neurologi sono stati rinviati a giudizio, ma ad oggi il processo non ha ancora avuto inizio, prima a causa del decreto di sospensione delle udienze dovuto alla inagibilità del Palagiustizia di Bari, poi, nelle scorse ore, per un difetto di notifiche. Il processo è stato quindi aggiornato ad aprile. Nel frattempo sulla vicenda pende in parallelo anche un procedimento civile contro il Policlinico.

 

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